C’è voluto qualche tentativo per riuscire a contattare Giuseppe Turco, meglio noto come “Peppo”: il consigliere regionale della maggioranza di Michele Emiliano è un vero e proprio punto di riferimento per i pugliesi e soprattutto per i suoi concittadini di Torricella, di cui è stato anche sindaco, e il suo telefono è costantemente rovente. Turco prima che un politico è un medico, un medico in prima linea, tra il Pronto soccorso e il 118, e soffre da morire a poter essere d’aiuto solo telefonicamente, a causa di una malattia cardiaca.

“Qui da noi sta andando abbastanza bene, oggi (30 marzo) siamo a 1712 positivi, di cui circa un terzo ricoverati ed appena 106 in terapia intensiva. Abbiamo ancora molti posti liberi, tanto che sono arrivati alcuni pazienti dalla Lombardia. La tendenza del contagio è sostanzialmente lineare, senza una salita esponenziale. Abbiamo effettuato oltre 13mila tamponi, solo ai famigliari dei positivi e, come si vede dai dati, sono risultati infetti meno di un decimo”. Anche in Puglia sono stati allestiti i cosiddetti hub-covid-19 e si è fatto il massimo per isolare i contagiati, al fine di non creare focolai. Il tutto sembra funzionare abbastanza bene. “Ma sa qual è la cosa che mi preoccupa di più? E lo scriva mi raccomando. L’autunno mi preoccupa: quando tutto potrebbe essere ripartito, compresa la macchina elettorale delle elezioni amministrative rimandate, e arriverà la consueta influenza stagionale. Cosa pensa, che il Covid-19 si sarà volatilizzato? Pensa che non ci saranno in giro asintomatici? In Italia ci sono circa 8mila morti di influenza l’anno, cosa potrebbe accadere se ci fosse una nuova recrudescenza del coronavirus? Mi si gela il sangue”.

Anche in Puglia se c’è un’emergenza è quella dei presidi sanitari, non solo per i cittadini ma anche per gli operatori sanitari, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e i volontari della Protezione civile, cioè tutti quelli che sono a diretto contatto con le persone, espositi ogni giorno alla roulette russa del contagio: “Sono passati appena due giorni dalla morte del collega del 118 di Foggia e un mio amico pompiere è ricoverato a Lecce. Emiliano più volte si è lamentato a gran voce con il governo per questa gravissima mancanza e, in attesa che gli arrivi centellinati si facciano più cospicui, non possiamo che arrangiarci come possiamo – e aggiunge, ridendo – sono pronto a diventare contrabbandiere“.

Una grande mano alla Puglia la stanno dando quelli che Peppo chiama “i nostri grandi amici stranieri”, cioè Russia, Cina e soprattutto Albania: “Con questi stati c’è un rapporto di amicizia forte e duraturo. Quando ho visto il video del premier albanese ho pianto dalla commozione: la loro comunità è molto radicata da noi e la loro vicinanza è palpabile e concreta. Con i russi condividiamo San Nicola, quindi si immagini…”. Non solo: la Puglia è anche ormai famosa per le solerti sartine di paese che confezionano mascherine a spron battuto, “e hanno raggiunto ormai livelli di competenza altissima – dice il consigliere sorridendo – Doppi strati, filtri fatti con il tessuto da ceretta e mille altre trovate. Le abbiamo perfino donate alla popolazione carceraria, in attesa dei presidi veri”.

“Credo che il covid-19 abbia da noi incidenza inferiore rispetto alla Lombardia e ad alcune aree di Emilia e Veneto per diversi fattori, in primis la dinamica sociale: qui molte persone lavorano in agricoltura, dove i contatti con gli altri sono rarefatti; non c’è l’abitudine ad andare al bar né la possibilità di frequentare, generalmente, posti particolarmente affollati. Forse anche il minore inquinamento, le temperature più miti, ma sono ipotesi – spiega Turco – Io so che i virus sono una brutta bestia e non si può andarci leggeri. Mia figlia lavora come volontaria al 118, 200 euro al mese, una degli “schiavi del 2000″, e ogni volta che esce di casa mi viene un groppo in gola ed uno al cuore”.

E non c’è solo l’allarme per la mancanza di presidi sanitari: “Io sono molto preoccupato per i nostri lavoratori in nero. Sì, lo dico apertamente e lo dico da settimane: bisogna aiutare i lavoratori in nero. Non sono criminali e contribuiscono al sistema Puglia e al sistema Italia. Si fanno il mazzo come i lavoratori in regola ma adesso rischiano di trovarsi senza un tozzo di pane per la famiglia, e parlo letteralmente. Non avete visto quello che è successo a Napoli e a Palermo, con le razzie nei supermercati? Io non credo che siano state manovrate da mafia e camorra (Turco fa parte della Commissione regionale sulla criminalità organizzata), adesso le mafie hanno ben altri business che non il saccheggio, quella è disperazione. Ben vengano quindi gli aiuti del governo e si impegnino i Comuni a pensare a questa categoria sommersa prima che esploda. La fame è brutta: ci mangeranno anche il cuore“. Non solo fame, ma anche violenza: “La quarantena ha costretto molte persone in situazioni di disagio e più volte sia la giunta ma soprattutto le forze dell’ordine hanno invitato le donne a farsi sentire al primo segno di maltrattamento domestico. Ad oggi non mi risultano casi eclatanti in regione, ma ovviamente stiamo con le antenne dritte”. Non solo fame, ma anche emergenza scuola, per la quale la regione ha appena destinato 6,7 milioni per fornire di computer e internet gli studenti che altrimenti non potrebbero seguire le video-lezioni.

E dalla Puglia per il momento è tutto, o quasi. Perché una chiacchierata con Peppo Turco non poteva che concludersi con un caloroso invito: “Ma come fa a non essere mai venuta? Mi raccomando, appena questo delirio è finito la aspetto, cha a voi veneti il nostro vino piace, lo so”.

(Ph Serena Buttiglione su Instagram)

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Giornalista

Giulia Guidi ha collaborato con numerose testate sia venete che nazionali in diversi settori, ma soprattutto in cronaca. Dopo l'inizio con Canale 68, ha scritto per L'Espresso, L'Unità, Il Manifesto con corrispondenze sul caso della base usa Dal Molin, Altraeconomia (Mose, Autostrade), Il VIcenza, Il Giornale di Vicenza e Vicenzatoday con cronache locali, CNR Media sul nazionale. Attualmente lavora a Vvox.

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