Erano partiti il 21 febbraio per l’Afghanistan i cinque istruttori di sci alpinismo del Cai Cesare Battisti di Verona. Partiti per un progetto solidale, iniziato nel 2019, finalizzato a istruire un piccolo gruppo di giovani del Wakhnam Corridor, la zona tra i monti del Pamir e il Karakorum, per farli diventare accompagnatori turistici di montagna. “Un progetto che ha l’ambizione di creare un po’ di benessere in una zona difficile, splendida ma tutta da sviluppare a livello turistico, con meravigliose occasioni, poco conosciute, per chi ama trekking, alpinismo e sci alpinismo”, commenta Giuliana Steccanella, il nostro contatto, una dei cinque istruttori del Cai veronese protagonista del progetto insieme ad Annapaola Perazzolo, Fabio Bullio, Giorgio Bonafini e Andrea Micheli.

COME LI ABBIAMO LASCIATI

COSA E’ SUCCESSO DOPO

“Martedì 31 marzo siamo arrivati a Dushanbe, la capitale del Tagikistan, sede dell’unico aeroporto internazionale. Eravamo stati bloccati al confine con l’Afghanistan, rimanendo due settimane in quarantena, a causa dei timori di contagio da Covid-19, all’ospedale di Khorog, il primo subito oltre il confine afghano, in Tagikistan. Da qui siamo riusciti a partire lunedì 30 marzo”, racconta Giuliana Steccanella. Un trasferimento di circa 600 chilometri, lungo e difficile, in due giorni. “Abbiamo viaggiato in automobile, su strade sterrate, lungo la scenografica Pamir Highway, per 7 ore al giorno: tra Khorog e Kalaikum, poi tra Kalaikum e Dushanbe. Un viaggio impegnativo, fondamentale per riavvicinarci all’Europa, per cui dobbiamo ringraziare il nostro angelo custode tagiko, Ibrohim Afzunov, che ci ha aiutato non solo in quest’occasione, ma anche per la quarantena. Una persona generosa e speciale”, spiega con un pizzico di emozione Giuliana Steccanella. L’abbiamo sentita al telefono, appena arrivata nella capitale tagika, con ancora parecchie difficoltà con la rete telefonica.

“Ora siamo in centro a Dushanbe, all’hotel Zara. Siamo seguiti e supportati dall’Ambasciata della Germania in Tagikistan, dall’ambasciatore Andreas Prothmann e dalla referente per i rimpatri, Karin. Siamo in attesa. Potrebbe esserci la possibilità di trovare un volo sabato 4 aprile. Prima pare non esserci davvero nulla. In realtà c’è solo una probabilità di riuscire a partire, non sappiamo nemmeno per quale paese europeo. Comunque siamo pronti, se l’aereo ci sarà, noi contiamo di salirci”, aggiunge Giuliana. Intanto in Italia il pressing sulla Farnesina del Club Alpino Italiano e dei deputati veronesi Alessia Rotta e Vito Comencini è sempre forte. Si sta lavorando per riportare a casa i cinque sci alpinisti. “La buona notizia è che l’emergenza Covid-19 non ha ancora travolto il paese. In quarantena eravamo stati raggiunti da un gruppetto di ragazzi, anche loro bloccati per 2 settimane in ospedale. Avevamo toccato con mano le difficoltà del sistema sanitario tagiko, la fatica, reale, di mantenere un efficace isolamento. Ed eravamo preoccupati. Per fortuna, al momento, il virus sta risparmiando il paese. Siamo più sereni. E grati alle tante persone che ci stanno aiutando a tornare a casa”, conclude l’istruttrice della Scuola di Scialpinismo Renzo Giuliani, del Cai Cesare Battisti di Verona

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giornalista

Triestina, giornalista professionista con studi storici alle spalle, parecchio curiosa, ha iniziato a lavorare in cronaca, per poi passare ad argomenti più leggeri, ma non per questo meno importanti: salute, ambiente, movimento, alimentazione, turismo. Scrive soprattutto per i femminili e i periodici: Donna Moderna, Bell’Italia, Bell’Europa, Starbene.

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