Visto che alcuni parlano di riaprire tutto (uno a caso, Matteo Renzi), una simulazione può servire a chiarire meglio cosa vuole dire una pandemia e come stanno le cose, per evitare magari putt… velleità pericolose.

In questo video Youtube di 3blue1brown, canale tematico che tratta in maniera divulgativa concetti di matematica superiore, Grant Sanderson spiega cosa potrebbe accadere se fossero abbandonate prima del tempo le misure d’emergenza, cioè se la gente tornasse a fare una vita normale col nuovo coronavirus ancora in giro. La simulazione – come spiegato – è basata su “modelli SIR“, ovvero con la popolazione divisa in tre categorie: i suscettibili alla malattia, gli infetti, e coloro che si sono ripresi dall’infezione. Il contagio avviene con la vicinanza fisica dei “puntini”, che rappresenta azioni come stringersi la mano, toccare le stesse superfici, baciarsi, starnutirsi addosso e respirare a poca distanza l’uno dall’altro.

Come il video mostra chiaramente, abbandonando le misure restrittive prima del tempo, e quindi tornando piano piano alla normalità, i contagi tornerebbero ad aumentare in maniera esponenziale, rendendo vano quanto fatto fino a quel momento. Grant si concentra poi su un altro fattore, poco preso in considerazione anche dalle stesse misure d’emergenza attuali, cioè la presenza di un luogo fisico dove la gente si reca spesso, tipo un supermercato o una scuola: come si vede, anche dimezzando il fattore di contagio grazie al distanziamento, la situazione  diventa comunque nel giro di poco tempo drammatica. Mantenere un  posto centrale – dice Grant – annulla gli effetti del distanziamento sociale. Qualcosa su cui riflettere.

 

 

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Giornalista

Marco Romandini collabora con numerose testate online e cartacee, tra cui il mensile di inchieste “Millennium”, Il Fatto Quotidiano, Wired, Vanity Fair, National Geographic.

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