Mille morti solo a Milano. Mille morti in più questo marzo 2020 che abbiamo appena lasciato alle nostre spalle rispetto a qualsiasi altro marzo degli ultimi anni. Mille persone che non ci sono più e i dati non sono neppure definitivi. E molte altre migliaia ne stanno uscendo di feretri. Seminati in tutta Italia stanno sballando ogni statistica sulla mortalità di quest’anno nel nostro martoriato Paese. Numeri del dramma, ma anche numeri della continua menzogna riguardo a covid che, stando alle cifre ufficiali avrebbe ucciso “solo” 13.915 persone. “Solo” perché a questo punto è appurato che sono molte molte di più le vittime. Che sono migliaia e migliaia le donne e gli uomini che senza essere stati dichiarati infettati dal coronavirus, da quello sono stati uccisi.

Una vera e propria ecatombe, un’ecatombe quotidiana. Perché la parola greca, sinonimo di strage senza numero, si ferma a cento. Hecatón questo vuol dire, cento. Cento morti è una strage, migliaia di vittime sono troppe per una parola sola.

Eppure così tanti morti li si voleva nascondere. Tanti bla bla bla, con tanto di conferenza stampa alle 18 di ogni santo giorno a suggellare di ufficialità i numeri dei morti di covid, degli infettati di covid, dei guariti da covid. Palle, su palle, su palle o fakenews, se vi piace la traduzione inglese, di bugia. Il Governo ci ha raccontato bugie sull’estensione del dramma e tanti amministratori locali, fin tanto che hanno potuto, hanno tenuto loro bordone.

Contratti siglati con google, facebook, youtube, altro che mascherine per i medici, questi sono stati i primi tra i primi accordi che i ministeri hanno fatto affinché la verità fosse quella di Stato. La stampa umiliata ad andare con il cerino a contare i cadaveri delle pompe funebri o fare i calcoli di quanto stessero lavorando i forni crematori al nord. Da cittadini vostri pari, avete tentato di ridurci a sudditi ignoranti e plaudenti.

Abbiamo provato a metterci nei vostri panni, a giustificare i vostri omissis e le vostre bugie, ma non ce l’abbiamo fatta per l’olezzo che sprigionano le vostre vesti. I vostri abiti puzzano di interesse, degli interessi più biechi. Avete nascosto i morti perché avreste dovuto confessare che molti di loro non sono stati raggiunti da alcun servizio sanitario di emergenza, perché avreste dovuto ammettere che siete stati sordi agli allarmi che arrivavano dagli ospedali già a dicembre, perché avreste dovuto rispondere alla domanda di quanti di questi morti erano evitabili con scelte politiche più sollecite, perché avreste dovuto chiedere scusa per non aver fermato la macchina economica e produttiva del Paese fino all’ultimo e che ancora tentate di tenere accesa e che già pensate di far ripartire a pieno regime.

Il dopo. Il dopo. Il dopo. Da Palazzo Chigi echeggiano le nuove parole d’ordine: fase 2, fase 3 ovvero “Convivenza con l’epidemia” e poi “Ricostruzione e rilancio”. Dalle decine di migliaia di morti, da lì si riparte Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Dal chiedersi a cosa queste persone sono state sacrificate: al denaro? alla politica della sanità defraudata? alla sistematica distruzione del sistema sanitario nazionale? alle convenienze e connivenze regionali? alle tangenti e alle sanatorie? ai numeri chiusi nelle università? alla delocalizzazione rapace di certi nostri industriali? all’ingordigia di chi ha di più e di più vuole avere e già usa questa crisi come nuova occasione di arricchimento? A cosa sono state sacrificate queste decine di migliaia di vite?

La menzogna di Stato è stata sbugiardata. Dei vostri numeri, falsi, ancora c’è l’eco in quel Parlamento che avete umiliato con i vostri dpcm, Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, che altro non sono che un trucchetto da “azzeccagarbugli del popolo”, il lemma trovato per non andare quotidianamente a riferire puntualmente della situazione, dei morti, quindi a decidere con tutte le forze politiche, con tutti le italiane e gli italiani il dà farsi. Camera e Senato fanno le leggi, non le fa l’Esecutivo, Palazzo Chigi.

La democrazia non è un orpello che può essere accantonato per un’emergenza sanitaria. L’Italia non è l’Ungheria. Victór Orban non è, né è mai stato un esempio da seguire. Noi siamo con gli oppositori del populista di Budapest. Il populista magiaro che piace tanto alla destra che sosteneva il primo governo Conte, non ci piace. Ma ci permettiamo una riflessione. Se i dpcm, se questi dcpm li avesse fatti la maggioranza giallo-verde, Movimento Cinque Stelle e Lega di Matteo Salvini, non saremmo scesi in piazza sfidando ogni divieto sanitario e in difesa dei valori costituzionali?

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. È la prima parte dell’articolo 32 della nostra Carta. Quante volte questo articolo è stato calpestato nelle ultime settimane? Tante. Quante? Decine di migliaia di vite. Eredità che viene da lontano? È vero, talmente da lontano che nessuna forza politica della Seconda o Terza Repubblica può trarsi fuori da questa responsabilità di sangue. Ma tutti responsabili non vuol dire tutti assolti. La triste verità è che il covid19 rischia di essere il vero riformatore e rifondatore del comparto sanitario nazionale. Gli investimenti ora stanziati, senza questa pandemia e questa strage, non sarebbero mai stati fatti, non sarebbero mai stati sovvenzionati, non erano all’ordine del giorno né del Governo Conte uno, né del Governo Conte due.

Tutti uguali? Destra e Sinistra? Non siamo così miopi, ma non siamo neppure abbastanza ciechi  per non accorgerci che c’è un’evidente continuità nell’esperienza di Governo ed è Giuseppe Conte. L’estensore dei Decreti Sicurezza e dei dpcm. Presidente Conte, lei se ne sta lì aggrappato a uno scranno dal quale spera di gestire i denari della pietosa Europa così da ripagarsi con l’elemosina agli italiani la sua rielezione e così quei partiti e movimenti che incoerenti la appoggiano. Un film già visto nel nostro Paese e un film che, iniziato con il Piano Marshall nel secondo dopoguerra, questa situazione ha alla fine generato. Saremo Cassandre, ma voi forze di governo siete già politicamente morte. E con voi tutti quelli che del vostro agire sono stati complici nelle regioni e nelle piazze comunali.

Un comune intento di disinformazione interessata, di sistematica violazione di un altro articolo costituzionale, il numero 21, quello della libertà di stampa, quello del diritto degli italiani di essere informati. Dare l’esatto numero dei morti, dei decessi in più rispetto ai mesi precedenti era un dovere del governo nazionale e degli esecutivi locali. Lo era per il marzo 2020, ma anche per i mesi precedenti. Città per città, giorno per giorno. Le domande di noi giornalisti sistematicamente eluse, i numeri veri coperti con numeri falsi, consapevolmente parziali, è un vulnus sistematico alla nostra democrazia. Un attentato di cui sappiamo gli autori, conosciamo i vostri nomi e cognomi.

Nelle scorse ora è arrivato in redazione un video, duro, che fa vedere una sala mortuaria il cui pavimento è lastricato di cadaveri. Da dove venga questo e tutti gli altri che stanno invadendo i social da settimane è poco importante, perché purtroppo oggi l’ospedale di Bergamo è analogo a quello di Madrid o, quanta impressione fa scriverlo, di Caracas. I racconti sono gli stessi, le immagini pure. Non abbiamo pubblicato questo video, non pubblicheremo i prossimi che sicuramente arriveranno, perché volevamo distinguerci da voi, noi, cinici giornalisti di inchiesta, noi rompicoglioni che vi abbiamo chiesto e chiesto e chiesto e inchiodato a quei numeri, quelli delle vittime, al contrario di voi, dei nostri morti e di tutti i morti di questa orrenda strage, abbiamo solo infinito rispetto. Video così vanno bene per conquistare i like e i click che lasciamo volentieri alla vostra prossima diretta social di presentazione del prossimo dpcm.

 

 

LEGGI GLI EDITORIALI

Torna alla Home Page di Estreme Conseguenze

Clicca qui per iscriverti al gruppo Whatsapp di Estreme Conseguenze

Clicca qui per iscriverti al canale Telegram di Estreme Conseguenze

Condividi questo articolo:

Direttore

William Beccaro, 47 anni, è direttore di Estreme Conseguenze. Nato professionalmente nel 1994 a Radio Popolare di Milano, ha poi lavorato per le principali testate italiane. Tra queste la Rai, la Repubblica, l’Unità, Diario, Avvenimenti, RCS, il gruppo Sole24Ore. Nel 2009 era direttore del circuito radiofonico CNR, dalle cui frequenze ha fatto scoppiare il “Caso Cucchi”.

Commenta con Facebook