L’OMS ha finalmente ammesso che il nuovo coronavirus potrebbe trasmettersi non solo con starnuti e tosse, quindi veicolato da droplet pesanti per cui è sufficiente il distanziamento sociale di 1 metro, ma anche da micro-droplet, micro-goccioline che sono emesse quando parliamo o semplicemente respiriamo. Un metodo di contagio che potrebbe risultare molto più insidioso, visto che a causa della loro leggerezza queste goccioline restano sospese in aria più a lungo, rendendo potenzialmente contagioso un piccolo luogo chiuso. Basterebbe quindi respirare quell’aria per rimanere infettati.

Una scoperta che in realtà non è nuova, vista la possibilità già avanzata da diversi ricercatori, ma un’ammissione importante da parte dell’Organizzazione mondiale della Sanità. Importante perché con molte probabilità è anche la fonte più tipica di contagio insieme all’assembramento, quella che spiegherebbe il motivo di così tanti positivi.

Come avviene il contagio attraverso le micro-goccioline ce lo mostra questo video dell’emittente pubblica giapponese NHK

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Giornalista

Marco Romandini collabora con numerose testate online e cartacee, tra cui il mensile di inchieste “Millennium”, Il Fatto Quotidiano, Wired, Vanity Fair, National Geographic.

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