Mentre l’Italia si prepara ad affrontare altre settimane di isolamento sociale – quante ancora non si sa –  e continua a contare le vittime del covid-19, si fatica ancora a stimare l’impatto che nei prossimi mesi l’epidemia avrà sull’economia. I settori in agonia sono tanti. Con gli aerei costretti a terra, i treni ridotti al minimo, le navi ferme nei porti, quello dei trasporti è uno dei più colpiti. Ma proprio questo settore, come sottolinea Andrea Giuricin, docente di Economia dei trasporti dell’Università Milano Bicocca e Ceo di Tra Consulting, “è necessario al nostro Paese, soprattutto per la ripartenza dell’economia. Non ci muoveremo più come prima – aggiunge – ma è bene che il governo vada nella direzione di aiutare tutto il settore”.

Dalle compagnie aeree agli aeroporti, le previsioni per i prossimi mesi non lasciano intravvedere nulla di buono, con effetti per ora solo ipotizzabili anche sul settore del turismo. Lo scorso 5 marzo, la Iata, l’associazione che riunisce 290 compagnie di tutto il mondo, ha rivisto al ribasso le stime preliminari sull’impatto del coronavirus per il settore pubblicate appena due settimane prima. Le perdite per il mercato passeggeri potrebbero attestarsi tra i 63 miliardi e i 113 miliardi, a seconda della diffusione del virus e del suo impatto sui trasporti. Una vera tragedia anche per il turismo, che secondo dati diffusi dall’Enit, nel 2019 ha inciso per il 13,2% del Pil nazionale, pari ad un valore economico di 232,2 miliardi di euro.

A soffrire, però, altre alle compagnie aeree, anche tutto l’indotto industriale dell’areospazio che è messo a dura prova dal lockdown. “Non bisogna fermarsi solo all’aviazione nel momento in cui si pensa al settore dei trasporti – sottolinea ancora Giuricin – ma a tutta la filiera. l’Italia ha eccellenze nel settore dell’aerospazio e nel momento della ripartenza bisognerà cercare di fare ripartire questo settore che è ad altissimo valore aggiunto. Non bisogna tanto pensare ad una politica industriale centralistica, quanto a delle misure economiche utili a sostenere un settore così critico ed importante utili a sostenere investimenti nella ricerca di base”.

Quello dell’aerospazio, infatti, è un settore che avrà un peso sempre più importante per i destini industriali dell’Italia e dell’Europa. Non bisogna pensare solo ai grandi gruppi come Leonardo-Finmeccanica, che tuttavia rappresentano una realtà importante del mercato europeo e mondiale capace di competere per know how e qualità sui mercati internazionali.  C’è anche una galassia di aziende di piccole-medie dimensioni ad elevato contenuto tecnologico, che danno lavoro a oltre 50.000 addetti e ricercatori diretti – oltre a tecnici e ricercatori impegnati in consociate estere di proprietà italiana – producendo un volume di affari complessivo pari a 16 miliardi di euro l’anno.  Aziende che, proprio in questa fase di crisi, andrebbero sostenute magari facendo ricorso a strumenti di investimento a carattere europeo di Private Equity e Private Debt, capaci di sostenere questo settore così strategico e così importante per il rilancio industriale post covid-19. Le piccole medie imprese italiane potrebbero poi creare un circolo virtuoso anche per il venture capital creando incubazioni per startup innovative che si evolverebbero su traiettorie ben definite con meno rischio e superando una parte di problemi di accesso al mercato essendo accelerate da aziende più grandi.

 

ECCO LA VIDEO INTERVISTA CON IL PROFESSOR GIURICIN

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Alessandro Sannini è stato da giovanissimo consulente una delle prime società di e-business e e-commerce a Bologna. Dopo qualche anno di attività nel campo legale, da più di dieci anni si occupa di finanza verso le PMI dal 2013 con le prime emissioni di minibond in Italia e altre operazioni straordinarie. E' stato consulente di una grande istituzione italiana come advisor per la space economy . Blogger e opinionista per diverse testate italiane e tv.

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