“Gran parte dei funerali si è costretti a farli a cassa chiusa”, “Siamo passati da una media di 15 servizi al mese, ai 40 di marzo.”, “…abbiamo personale che fa 23, 25, 30 ore di straordinario” è quanto ci hanno raccontato tre servizi di pompe funebri di Trieste, Cremona e Brescia.

A Brescia, prima di riuscire a parlare con un’impresa, abbiamo dovuto provare a chiamare quasi tutte quelle presenti sull’elenco telefonico, la risposta era sempre la stessa “mi scusi, vorrei risponderle ma stiamo dando assistenza ad un cliente e non so proprio quando potremmo avere un minuto”.

Volevo chiederle se poteva dirmi di quanto fosse aumentata l’attività nell’ultimo mese?

Scriva solo che grazie agli aiuti dello Stato ci arrangiamo. Non c’è domanda da fare. Ci stiamo arrangiando facendo tutto, non ci considerano, noi proseguiamo con il nostro lavoro, con la volontà di aiutare la cittadinanza, ma non per le Istituzioni. I numeri sono relativi ai decessi che ci sono stati nella città di Brescia, che vanno suddivisi tra tutte le imprese. C’è stato per tutti, per tutti, un aumento di lavoro.

Immagino stiate lavorando in straordinario, con turni extra…

Noi abbiamo personale che fa 23, 25, 30 ore di straordinario al mese, e ringraziamo Dio che non si sono ancora ammalati. Guardi, quello che vedo io è così, poi dopo i titolari potrebbero dirle qualcosa di più, ma io so solo che come dipendente non mi posso lamentare, perché se non si dan da fare i nostri titolari, le amministrazioni ci invitano solo a sostenere, ci invitano a fare, ma parole, parole, parole..

In merito ai presidi di protezione? vi siete arrangiati autonomamente?

…certo, nessuno ci ha detto qualcosa.

A Cremona la situazione che ci si è presentata non si differenzia molto da Brescia, ed anche in questo caso non è stato facile trovare qualcuno che avesse un minuto per rispondere alle nostre domande.

Di quanto è aumentata l’attività nell’ultimo mese?

Siamo passati da una media di 15 servizi al mese, ai 40 di marzo.

Come state gestendo il momento?

Stringiamo i denti ed andiamo vanti, anche se c’è poco personale.

L’apparato amministrativo vi è venuto in aiuto? vi ha fornito i presidi personali di protezione o no?

Certamente che abbiamo tutti i presidi individuali di protezione, maschere e guanti ci sono stati forniti, ma dai nostri titolari, non dall’amministrazione.

A Trieste, la situazione al momento è più tranquilla, ed Irene (dipendente di un’azienda del settore) ha potuto dedicarci un po’ di più tempo per raccontarci come siano cambiate le funzioni, gli obblighi e di conseguenza i costi di un funerale.

Il Covid-19 ha cambiato la vita lavorativa di tutti, la vostra come?

In questo periodo di pandemia e quarantena senza dubbio la situazione è molto diversa e strana, fermo restando che la realtà di Trieste è ancora molto diversa da quella milanese, ne ho parlato poco tempo fa con un collega di là, e sicuramente diversissima da quella bergamasca..
Anche qui si è cercato di ridurre l’orario d’ufficio, per quanto possibile, fornendo comunque un buon servizio di presenza sul territorio. Non è cambiato nulla per quanto riguarda il servizio di reperibilità 24h/24 del trasporto salme dal luogo del decesso al comprensorio obitoriale. Restiamo comunque un settore “indispensabile”.
Si cerca di limitare l’accesso alle persone in ufficio e svolgere ove possibile pratiche tramite mail, soprattutto con parenti di persone risultate positive.

I funerali, tutti in forma privata?

Ai funerali possono andare solo i parenti più stretti del decuius, fermo restando comunque che nella camera ardente possono entrare 1 o 2 persone al massimo per volta. Difficile comunque definire i parenti stretti.. chi ha avuto 4 o 5 figli..e rispettive famiglie..come si fa a dire chi può andare e chi no?

Le funzioni religiose sono sospese, ovvero sono sospese le esequie in cappella, funzioni di circa 15 minuti a rito abbreviato, e le Messe che solitamente durano 45minuti, sia nella Chiesa del Cimitero che nelle Chiese esterne; resta comunque la possibilità di richiedere la Benedizione nello stanzino o nella Camera Ardente, dove il sacerdote di turno benedice la cassa e pronuncia qualche preghiera. Quest’ultima viene fatta davanti alla Camera Ardente a porte aperte.
Purtroppo gran parte dei funerali si è costretti a farli a cassa chiusa, in quanto tutti i casi positivi e quelli ritenuti sospetti vanno obbligatoriamente chiusi dopo la visita del medico legale e non sono esponibili. Essendo che non vengono fatti i tamponi su tutti i defunti o sulle persone malate o che le circondano, a meno che non abbiano sintomi, difficile anche per i medici necroscopi definire con certezza se quel defunto sia deceduto per Covid19 o per broncopolmonite per esempio. Così tutti i casi sospetti devono essere trattati come infetti.

Esiste un obbligo di cremazione?

Si può scegliere se fare una sepoltura, le salme infette hanno un campo specifico o una cremazione, ed in base alla scelta fatta dai famigliari, le disposizioni degli allestimenti obbligatori cambiano. Di qui cambiano poi i costi ovviamente delle pratiche rispetto a prima, perché c’è da pagare il plus dell’allestimento obbligatorio.

Cosa sono gli allestimenti obbligatori?

Se fai sepoltura, all’interno della cassa devi mettere un rivestimento di zinco interno che viene poi sigillato con il suo stesso coperchio in zinco, lo zinco prevederebbe anche una valvola obbligatoria per lo sfogo dei gas che si vengono a formare quando un cadavere si decompone, ma in casi di salme infette assolutamente non si può mettere. La cassa va sigillata completamente.
In caso di cremazione hai una barriera che supplisce la funzione dello zinco, un rivestimento sigillante ed isolante che però può venir cremato.
In entrambi i casi è obbligatorio prima di chiudere la cassa coprire la salma con un lenzuolo sanificato, ossia intrinseco di disinfettanti specifici.

Oggi un funerale quanto costa di più?

Le differenze non sono moltissime in realtà, alcuni di questi allestimenti già li usavi se avevi una tomba di famiglia o se facevi trasporti su lungo chilometraggio.. diciamo che magari si carica il costo di circa 500 euro in più rispetto quello che si sarebbe pagato in condizioni normali.

Mediamente parlando, un funerale quanto costerebbe senza l’emergenza corona?

Si parte da circa 1900/2000 euro per le sepolture semplici e 3000/3500 euro per le cremazioni, però è difficile dare prezzi esatti vista la moltitudine di varianti caso per caso, scelta per scelta.

Quindi una cremazione costa considerevolmente più di una sepoltura…

Costa di più se metti nel loculo in cimitero dove devi pagare i costi della concessione per il loculo, se invece fai una domiciliazione, lo porti a casa, o una dispersione in mare o natura allora i costi scendono, così facendo ovviamente elimini anche il costo di lavori del marmista come lastre, epigrafi, accessori come vasetti, lumini o cornici con fotoceramiche. Tra concessione e marmista completo.. diciamo tra i 600 e gli 800 euro circa.

Se uno decidesse di portarsi le ceneri a casa, spenderebbe poco di più di un normale funerale…

Esatto, Le differenze sono minime.

I famigliari, di fronte alle possibili scelte, scelgono in base ad un credo o più spesso per opportunità economica?

Non ho visto differenze nelle scelte rispetto a prima, molte persone hanno paura del fuoco, altre di finire sotto terra “mangiate dai vermi” – come mi riportano in tanti. Un po’ e un po’. Seguono se possono comunque le volontà del decuius.

 

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Videoreporter

Nato nell ‘82 dove soffia la Bora. Il mio lavoro e le mie passioni, la vela e la montagna, mi hanno fatto girare il mondo tra Europa, nord Africa, Medio Oriente e Stati Uniti, vivendo a seconda dei periodi tra Milano, Malta, Varese e Trieste.

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