E’ una situazione del tutto nuova. La crisi economica del 2008, paradossalmente, ci aveva trovati più preparati, perché era un quadro dato da una serie di fattori precedenti. In questo caso, invece, è successo tutto all’improvviso. In Veneto la situazione sta lentamente migliorando e si può cominciare a guardare con speranza alle prossime settimane. Un invito vorrei fare alla classe economica e politica, anche a livello europeo: che si parlino, che trovino una via comune per accompagnare i cittadini verso l’uscita, perché non sarà indolore. E’ l’unica cosa che, al momento, possiamo dire con certezza”.

Così Emilia Laugelli, la psicologa responsabile del servizio e dell’U.O.D. Psicologia Clinica Ospedaliera Ospedale ‘Alto Vicentino’ Santorso, che, da metà marzo, è stato convertito in uno dei 9 centri covid-19. Non solo: dal 2012 è a capo del servizio telefonico Inoltre, fondamentale nel contrasto al fenomeno dei suicidi degli imprenditori prima e dei truffati delle banche poi. Una grande esperienza ora al servizio dei cittadini veneti in difficoltà psicologica per il coronavirus.

“Gli operatori sono gli stessi, con una nuova formazione ad hoc – spiega Laugelli – anche se la vera formazione avviene con l’esperienza di ogni giorno ed ogni notte. Siamo di fronte a qualcosa di completamente nuovo, per noi come per chi ci chiama. Cosa facciamo? Cerchiamo di suggerire ad ognuno come tirare fuori da dentro di sé gli strumenti per sopravvivere”.

Dal 19 marzo sono stati effettuati 896 colloqui, “le chiamate non le contiamo nemmeno”, in cui l’operatore dialoga con il chiamante per almeno 15 minuti. Il telefono è rovente anche nella notte, con una media di 8 colloqui. Il tema comune è la grande preoccupazione per quello che sta accadendo e quello che potrà accadere. Le parole più ricorrenti nelle chiamate sono “paura”, “ansia”, “angoscia“. L’avvento improvviso della pandemia, il fatto di essersi trovati impreparati, è la causa principale della sofferenza delle persone. Non c’è un identikit tipo di chi si rivolge al servizio InOltre: circa il 45% appartengono alla fascia di età tra i 50 e i 70, un altro 20% sono anziani, il 25% persone sotto i 50.

Anche i problemi sono diversi: “Gli anziani sono quelli che sono stati per primi travolti dall’emergenza: si sono trovati senza la possibilità di vedere gli affetti, figli e nipoti, magari con la badante che non poteva venire, oltre a difficoltà oggettive nella gestione della nuova realtà, come le visite mediche. Ma tante telefonate arrivano anche da mamme single, magari con un lavoro precario o che non c’è più. La disperazione ci mette poco a fare capolino nelle esistenze più fragili”. Laugelli in particolare ricorda le chiamate di una giovane futura mamma che, all’improvviso, si è trovata a dover gestire da sola l’ultimo periodo della gravidanza, con il compagno bloccato lontano. E ci sono anche le donne che subiscono situazioni famigliari malate, violente, con dipendenze, “che con questa emergenza sono esplose” racconta la psicologa, che si trova anche a supportare i colleghi sanitari in corsia: “A Santorso il personale sta dando il massimo. Si lavora a ritmi altissimi, con la massima concentrazione: quando i ritmi rallenteranno potrebbero esserci dei crolli psicologici, quando tutte le scene vissute avranno “tempo” di riaffiorare nella mente”.

La categoria del personale sanitario sembra essere quella più colpita dal fenomeno suicidiario dall’inizio dell’emergenza. A loro è toccato il duro compito di accompagnare nell’ultimo istante le vittime, tenute isolate dai parenti: “Scene strazianti. Chi ha affrontato un lutto “da lontano”, senza entrare in un ospedale pieno di contagiati, sappia che ha compiuto un grande atto d’amore nei confronti della comunità”.

 

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Collaboratore

Vittorio Felletti, piacentino, appena finito il liceo si trasferisce a New York, dove si mantiene facendo i lavori più disparati, dal smm per un ristorante italiano al modello. Inizia anche la sua attività di blogger, che lo porta ad alcune collaborazioni con testate on line americane. Tornato in Italia di recente per motivi famigliari, ha iniziato la collaborazione con EC

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