Da settimane sentiamo parlare di test sierologici contrapposti o usati in abbinata all’ormai tanto famoso tampone, quello che abbiamo capito fondamentalmente si riduce al fatto che il test sierologico sia molto più sensibile, veloce ed economico ma, che al tempo stesso riesca a leggere esclusivamente la presenza o meno degli anticorpi e questo lo renda poco attendibile nelle prime 72 ore dal possibile contagio. In questo scenario, i laboratori di analisi e le strutture sanitarie private si stanno organizzando, ne abbiamo parlato brevemente con Guglielmo Danelon, Amministratore Delegato della Salus di Trieste.

In via del tutto eccezionale mi avete permesso di sottopormi al test sierologico per la rilevazione degli anticorpi Covid-19, riceverò una risposta in quanto tempo?

Oggi lei ha fatto da “cavia”, e potremo darle una risposta in tempi brevissimi, entro la mezz’ora, la principale comodità di questo test è proprio che la lettura viene fatta in tempi molto rapidi.

Nel caso in cui dovessi risultare positivo?

Nel caso in cui risultasse positivo bisognerebbe procedere al tampone per la conferma, ma come dicevo prima, per poter fare il tampone al Dipartimento di Prevenzione è molto complesso in quanto loro non riconoscono il test antivirale come motivo per accedere al tampone, per tanto noi ci siamo premuniti e dalla prossima settimana, finita la sperimentazione con il Burlo Garofalo, ci rivolgeremo ad un laboratorio privato in Veneto che è stato autorizzato dalla Regione Veneto per effettuare sia anticorpi che tamponi; di conseguenza gli eventuali positivi delle case di riposo (ndr – io sono stato “cavia” in vista dell’apertura del test agli operatori delle case di riposo di Trieste) se se ne dovessero presentare, effettueremo il tampone che poi invieremo a questo laboratorio, questo fino al momento in cui non verremo autorizzati e farlo internamente.

Quali sono poi i tempi di risposta per il tampone?

Tra il prelievo, il trasporto, l’analisi e la lettura al massimo 24 ore.

     

 

Nel frattempo immagino voi consigliate l’auto isolamento volontario…

Sicuramente, cosa che abbiamo già fatto con i nostri dipendenti durante la sperimentazione, pregandoli di rimanere a casa fino all’avvenuta lettura del tampone e ricordando loro di rispettare per quanto possibile anche i dovuti accorgimenti nei confronti dei loro famigliari.

Qualora il tampone risultasse positivo?

In questo caso si fa una denuncia al Dipartimento di Prevenzione che prende in carico il caso e procede ad un tampone di conferma a cui segue la procedura oramai nota, quarantena, rintracciare le persone con cui il positivo è entrato in contatto nelle ultime 48 ore, da quel momento si è ufficialmente positivi al Corona virus.

Nel caso in cui la Regione vi autorizzasse ad aprire il test alla popolazione, quale sarebbe il costo?

Abbiamo effettuato delle simulazioni ed il costo per l’utente finale dovrebbe essere di 20,00 euro, più il costo del prelievo venoso che come da tariffa regionale è di 3,70 euro. Si capisce subito che è nettamente conveniente rispetto al costo del tampone che si aggira attorno ai cento euro.

 

Per comprendere meglio alcune differenze sui test sierologici che si cominciano a trovare in commercio, abbiamo chiesto al dott. Lombardo, Direttore del Laboratorio di Analisi della Salus, di spiegarci le principali differenze tra quelli detti “pungi dito” e quelli effettuati con prelievo.

“Da metodica il test prevede che si possa eseguire su campioni di sangue intero da puntura capillare oppure da prelievo venoso su sangue intero o siero o plasma. L’esecuzione del test con campioni di plasma ottenuti da prelievo venoso permette di eseguire il test in laboratorio sotto cappa sterile a flusso laminare, su più campioni contemporaneamente, garantendo sicurezza e maggior uniformità di lettura del test che viene eseguito da personale esperto.
La possibilità di eseguire il test su plasma rende la corsa cromatografica più pulita poiché evita trascinamenti della parte colorata corpuscolata del sangue intero e consente una più chiara lettura in quanto è garantito un maggior contrasto cromatico. Inoltre avere a disposizione un campione di plasma permette di poter ripetere l’analisi più volte se il risultato ottenuto risulta di dubbia interpretazione. L’esecuzione del test presso il laboratorio permette anche un più attento controllo dei risultati positivi e della loro gestione, inoltre ai fini della refertazione è utile che chi firma il referto abbia anche la possibilità di verificare il dato confermando la lettura del test ed eventualmente ripeterlo. Infine è possibile conservare il plasma per inviarlo successivamente ad altro laboratorio per avere un riscontro dei risultati dubbi o in disaccordo con i risultati dei test molecolari.”

Nel frattempo l’esito del mio test è arrivato nei tempi previsti, e sono risultato negativo.

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Videoreporter

Nato nell ‘82 dove soffia la Bora. Il mio lavoro e le mie passioni, la vela e la montagna, mi hanno fatto girare il mondo tra Europa, nord Africa, Medio Oriente e Stati Uniti, vivendo a seconda dei periodi tra Milano, Malta, Varese e Trieste.

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