La quarantena mette a dura prova gli amanti, da settimane chiusi in casa lontano dall’oggetto del loro desiderio. Ma trasgredire può costare molto caro. E’ quello che è successo a un quarantenne della provincia di Cuneo, che stamattina è stato fermato da un pattuglia a Torino in zona Lungo Stura Lazio, poco dopo le nove. Quando ha dovuto spiegare il perché avesse sconfinato in una provincia diversa dalla sua e proprio il giorno di Pasqua, si è trovato spiazzato.

Gli agenti, insieme all’Esercito, stavano fermando tutte le auto in transito. Quando gli hanno chiesto quale fosse la giustificazione del suo spostamento, il 40enne all’inizio ha protestato, invitando i poliziotti a fermare “gli spacciatori” invece di infastidire gli automobilisti rispettabili. Poi ha dovuto ammettere la verità:Sono venuto qui per consumare un rapporto sessuale con un’amica”, ha fatto mettere a verbale. E ha anche fornito anche l’indirizzo preciso dell’amante.

Una vicenda che certamente strappa un sorriso, ma che ha avuto anche un risvolto amaro. Il video, registrato da uno degli agenti in servizio in quel momento, con tanto di commenti goliardici, in poche ore è diventato virale sulle chat di WhatsApp ed è rimbalzato ben aldilà dei confini piemontesi. Quella commessa dai poliziotti è una evidente e grave violazione della privacy della persona fermata che, oltre alla salatissima sanzione amministrativa, adesso con ogni probabilità dovrà fare i conti anche con la famiglia inferocita. L’agente di polizia autore del video è stato subito identificato, fanno sapere dalla Questura, e nei suoi confronti è stato avviato un procedimento disciplinare. Nei prossimi giorni la Questura valuterà se intraprendere eventuali altre azioni legali.

“Non era certo intenzione del collega violare la privacy della persona fermata”, spiega il segretario del  sindacato di polizia Siulp di Torino, Eugenio Bravo, che ammette che tuttavia si è trattato di un “episodio antipatico”. “Il collega – aggiunge – è estremamente dispiaciuto e si scusa tantissimo. Sono situazioni che non dovrebbero succedere e l’agente non aveva alcuna intenzione di diffondere il video. Il suo era un semplice scherzo da amici al bar e ha solo girato il filmato a pochissimi colleghi di fiducia, certo non pensava che diventasse virale. Da una situazione grottesca – conclude Bravo – purtroppo la vicenda rischia di trasformarsi in una tragedia “.

 

Severo il commento anche di Vinicio Nardo, presidente dell’ordine degli avvocati di Milano. “Se la persona fermata proprio voleva dire che andava da un’amica  – spiega – poteva risparmiarsi di dire che andava per avere un atto sessuale. Credo che nessuno sia tenuto ad esporre i dettagli che sono ininfluenti rispetto al fatto sanzionabile di essere in movimento”. L’ipotesi è che il 40enne di Cuneo, quando ha spiegato ai poliziotti il perché fosse al di fuori della sua provincia, sperasse di “trovare un giudice di pace che riterrà causa giustificativa la necessità di soddisfare bisogni sessuali, un po’ come avviene per i genitori separati che hanno necessità di andare a trovare i figli”. Vedremo cosa succederà.

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Giornalista

Paolo Verri bolognese di nascita e da quasi 20 anni milanese di adozione. Si è trasferito in Lombardia con la scusa dell'università e lavora come giornalista per un'agenzia di stampa da una quindicina d'anni. Ha collaborato anche con agenzie internazionali e con diverse radio, tv e quotidiani come Il Giorno e le testate del gruppo QN e quelle del gruppo Messaggero. Si occupa soprattutto di cronaca giudiziaria e nera, ma da sempre ha la testa e il cuore in giro per il mondo.

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