Cosa sta ancora succedendo in Ecuador? E’ passata un’altra settimana da quando ho scritto come il governo di Lenin Moreno sta uccidendo il mio paese, l’Ecuador. Oggi si percepisce un diffuso senso di fatalità che porta gli abitanti di Guayaquil e di tutta la provincia del Guayas, a non percepire più completamente l’enormità di quanto sta succedendo.

Militari ecuadoriani sottraggono le schede di memoria della macchine fotografiche usate da giornalisti della CNN, il 13 di aprile.

Stavano realizzando un servizio presso il cimitero Pascuales de Guayaquil, destinatario delle salme provenienti dagli ospedali del IESS, fra i quali l’Hospital General del Guasmo Sur a carico del quale si sono registrati molti reclami, quando elementi delle forze armate sono intervenuti illegalmente e senza autorizzazione, sottraendo la scheda di memoria. In primis vale la pena domandarsi se davvero le forze armate, in questo ed altri casi, hanno agito “senza autorizzazione”. Normalmente i militari agiscono perché hanno degli ordini da eseguire, non di testa propria. A poco vale che la Vicedifensora Zaida Rovira, della Defensoria del Pueblo, abbia agito rapidamente, restituendo la scheda di memoria ai legittimi proprietari.Il vero problema è che non si trova uno straccio di informazione sul destino delle foto che erano contenute nella scheda e, nemmeno, di azioni contro i militari che hanno agito illegalmente.

 

Di nuovo il governo di Lenin Moreno sta mostrando la sua vera faccia, tentando di occultare la vera realtà, in questo caso tenuto a freno solo dal coraggio di una professionista che continua a fare bene il suo lavoro ? L’agenzia di stampa El Bacan ha pubblicato il 14 aprile scorso un servizio sull’Hospital Liborio Panchana Sotomayor che non restituisce i corpi dei defunti alla famiglia, senza dare spiegazioni. Eppure nel servizio si vedono chiaramente le bare chiuse, pronte per la restituzione ai parenti.

La scusa ufficiale è che il personale che dovrebbe gestire i poveri corpi non ha i Dpi adeguati, soprattutto per lavorare nelle celle frigorifere. Sarò ingenuo ma, prima dell’emergenza, come lavoravano nelle celle frigorifere se non avevano abiti adeguati ? La ministra degli Interni Maria Paula Romo, il 14 aprile, informa che, nel paese, esistono 7.603 casi di covid19 confermati, 369 deceduti e 696 in rianimazione.

Tuttavia un report del governo del giorno 11 aprile dichiara 1878 morti per covid19 nella sola provincia del Guayas, dei quali solo 476 sono stati restituiti alle famiglie, Gli altri sono stati inumati in due cimiteri differenti e le famiglie possono trovare indicazione della tumulazione solo sul sito www.coronavirusecuador.com. Di nuovo la ineffabile Maria Paula Romo racconta una realtà che esiste solo nei suoi calcoli politici?

Questo sembra confermato da un litigio fra la stessa e il vicepresidente Otto Sonnenholzner in televisione. Un tweet del 12 aprile alle ore 20.45 di Otto Sonnenholzner dice testualmente : “Vi direi quale è la vera cifra dei contagiati, però voi non siete pronti per questo”.

Nel frattempo la capitale Quito ha dovuto affrontare un altro pesante disastro naturale. Le forti piogge hanno provocato una catastrofica inondazione che ha lasciato senza casa molti cittadini. Il municipio di Quito è intervenuto rapidamente, portando generi di primo soccorso alimentari e materassi per consentire alle persone danneggiate di sopravvivere fino a quando non sarà possibile normalizzare la situazione.

Perché Cynthia Viteri, sindaco di Guayaquil non provvede a consegnare alle famiglie della città che non hanno più cibo e soldi per comprarlo lo stesso genere di aiuti? Cosa glielo impedisce? Non ci è dato saperlo.

In compenso è ormai chiaro che le imprese private hanno ricevuto il via libera ai licenziamenti di massa, alla determinazione unilaterale del livello di retribuzione. Esiste perfino la proposta di lavorare 40 ore settimanali ma pagarne solo 30! Però si vogliono riaprire le scuole il 4 di maggio anche a Guayaquil. Meglio rischiare di perdere figli, che iniziare a far lavorare gli insegnanti in smartworking? E pensare che la didattica online è molto sviluppata in Ecuador! O forse il problema è che tante famiglie non hanno l’attrezzatura necessaria e la diffusione di internet non è così capillare?

Allora perché la solita sindaca Cynthia Viteri fa mettere le mascherine alle statue del Malcon del Salado (nessuno ha capito perché) e consegna 40 tablet all’ Hospital General de Monte Sinai perchè i pazienti e i familiari possano restare in contatto durante il ricovero. Se mancano le infrastutture necessarie a collegarsi, al punto che sarà necessario riaprire le scuole, non si vede la contraddizione? La gente non è stupida, sa leggere e capire la portata della privazione di salute, diritti e libertà che sta subendo e ancora subirà. Il sentimento più diffuso è che Lenin Moreno, Cynthia Viteri, Maria Paula Romo, Otto Sonnenholzner e altri attualmente al governo, si renderanno conto di quanto la gente capisce alle prossime elezioni.

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Giovanni Valentino Barnini, toscano nato a Milano, da quasi 7 anni cittadino Ecuadoriano. Da più lustri di quanti mi piaccia ricordare sono Consulente di Direzione d'azienda e Lead Auditor per sistemi di gestione della qualità, ambientali e etici. Ho avuto la fortuna di poter insegnare in Italia e in Ecuador realizzando cosi un grande sogno, cioè trasmettere un punto di vista sulla realtà. Ho anche un grande difetto. Non riesco a stare fermo, considero il pianeta come la mia casa.

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