Milano. Dal primo al 9 aprile 2020 ci sono 500 morti in più rispetto allo stesso periodo del 2019. Lo ha detto l’assessore Cocco mercoledì 15 aprile in una commissione consiliare. Nello specifico: 352 decessi dal 1 al 9 aprile 2019 contro 825 registrati dal 1 al 9 aprile 2020.  Un dato spaventoso perfino peggiore di quello fino ad ora conosciuto, cioè quasi mille morti in più registrati all’anagrafe dal 1 al 31 marzo (2.130) 2020 rispetto al 2019 (1.224).

Nessuno sa quanta gente sia deceduta a Milano, per Covid19, dallo scorso dicembre a oggi. Nessuno sa quanti tamponi siano stati effettuati sui cittadini milanesi. Nessuno sa quante persone siano malate, da sole, nelle loro case. La Regione non dice, non specifica, non scorpora i dati, non traccia i contatti di coloro che risultano positivi.

E il Comune di Milano? EC raccoglie l’opinione del Consigliere Comunale PD Carlo Monguzzi. Che fa una proposta concreta.

“In questa situazione tragica, davanti a una Giunta Regionale che per usare un eufemismo dimostra quantomeno una grave stanchezza – afferma Monguzzi – il Comune di Milano potrebbe scavalcare la Regione, prendere tutti i medici di base, farsi raccontare da loro quali e quante persone hanno curato come Covid da casa e individuare tutti i parenti, tutti i contatti che queste persone riconosciute come malate ‘a distanza’ hanno avuto. Perché i contagi stanno lì. Quindi, una vera e propria ‘task-force’ del Comune, creata ad hoc, per tracciare i positivi. E questa è una richiesta che ci arriva direttamente dai medici di base milanesi. Non dico sia di facile attuazione, ma è quello che ora si deve fare. Faccio l’esempio di un mio caro amico… ma ogni milanese oggi credo che possa fare almeno un esempio diretto… un mio caro amico che ha avuto in famiglia due morti e due persone ricoverate.

Nessuno gli ha detto di stare a casa. Lui si è messo in auto-quarantena ma è stata una sua scelta. Quante persone che sono state a contatto con pazienti, con vittime di Covid, circolano ancora a Milano magari perché devono lavorare? Riaprire ora aziende, fabbriche o pensare ora a un ritorno anche parziale a una qualche ‘normalità’ è pura follia. Prima si svuotino gli ospedali. Prima ci siano dati, veri, sui contagi a Milano. Prima si traccino i contatti dei positivi. E solo dopo, solo allora, si pensi a riprendere le attività in una città di un milione e mezzo di abitanti. Del resto è quello che ci dicono i medici. Si riparte quando si è guariti, non prima. E ribadisco: la Giunta della Lombardia ha bisogno di qualcuno che li aiuti. Sono in palese difficoltà. Si metta un Commissario che li supporti, che ora li guidi, per esempio Massimo Galli dell’Ospedale Sacco di Milano” conclude Monguzzi.

(Ph Milano da vedere)

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Caporedattore

Daniele De Luca ha lavorato per 15 anni come redattore a RadioPopolare di Milano, passando dalle notizie locali ai GR nazionali. E’ stato corrispondente dagli Stati Uniti per Radio Popolare. Ha collaborato con Diario e il settimanale L’Espresso. Caporedattore a CNRMedia. E’ direttore di ‘FuoriDiMilano’, il primo magazine free-press composto da una redazione di utenti dei servizi di salute mentale.

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