Le nuove mascherine distribuite gratuitamente da Regione Lombardia a operatori sanitari sono confezionate da Fippi Spa, azienda di Rho specializzata nella produzione di pannolini. Per la ADL Cobas Lombardia – Associazione diritti lavoratori, rappresentata da Riccardo Germani, la vestibilità delle mascherine, che spesso scivolano dal volto di medici e infermieri e personale del 118, non garantirebbe la piena sicurezza per chi si trova a operare a diretto contatto con i pazienti covid-19. E dunque queste mascherine potrebbero non essere idonee per la funzione per la quale sono state ordinate da Regione Lombardia e prodotte dalla Fippi Spa. Lo dimostrerebbe anche il video pubblicato dalla stessa Regione Lombardia per presentare il dispositivo sanitario, che è stato distribuito negli ospedali e nelle strutture sanitarie lombarde che mostra come l’intervistato si deve sistemare più volte la copertura sul volto, operazione che per il personale sanitario potrebbe essere pericolosa.

 

Da 500 mila a 900 mila mascherine al giorno: è questa la bellissima notizia che voglio condividere con voi.Dalle parole ai fatti: la nostra filiera produttiva lombarda comincia a produrre risultati.Questa mattina sono stato alla Fippi SPA di Rho, la prima azienda che ha accettato di riconvertire parte della propria produzione in mascherine, e il dott. Guarnerio, AD dell’azienda, mi ha confermato la possibilità di aumentare la produzione rispetto alle 300 mila iniziali. Già da ieri sera sono avvenute le prime consegne e da oggi questo ha permesso, secondo le indicazioni dell’Assessorato al Welfare, di rifornire innanzitutto i nostri ospedali, le strutture socio sanitarie e infinite tutti gli altri.Un aiuto prezioso nella distribuzione ci è arrivato dalla Protezione Civile regionale.Chi mi conosce sa che non sono facile ad emozionarmi. Ma credetemi che quando ho visto tutte quelle persone al lavoro anche in questo momento difficile per produrre le mascherine per i nostri ospedali, il nostro personale sanitario e tutti i lombardi, sono rimasto veramente impressionato: ho provato un grande orgoglio per come la nostra terra sa rispondere anche nelle condizioni più difficili come quelle che stiamo vivendo oggi.Ovviamente il lavoro non è finito. Anzi, Fippi è solo la prima tra le tante aziende che hanno accettato questa sfida che sembrava impossibile e che invece, grazie alla collaborazione con il Politecnico di Milano, con in testa il rettore Ferruccio Resta e l’Ing. Giuseppe Sala, con le associazioni di categoria a partire da Confindustria Lombardia e con tutto lo staff regionale che fa parte della task force, è diventata una meravigliosa realtà.Grazie a tutti di cuore per l’impegno che stiamo mettendo nel lavoro di questi giorni, di cui questi primi risultati sono la ricompensa migliore.Ci tenevo a condividere con voi tutto questo: fatelo anche voi. E andiamo avanti, #LaRubricaDiRaffaele #coronavirus ??

Publiée par Raffaele Cattaneo sur Samedi 28 mars 2020

 

Per questo il sindacato di base ha presentato un esposto in procura a Milano per chiedere chiarimenti in merito alle “procedure, modalità e costi” relativi alla produzione di queste mascherine, che sono ancora stoccate in grande quantità in attesa che la distribuzione sia ultimata. 

 

Per Germani l’operazione presenterebbe “più criticità” e per questo, tramite l’avvocato Vincenzo Barbarisi, chiede alla magistratura di svolgere “i dovuti accertamenti” in materia di “idoneità” delle mascherine che, secondo le testimonianze raccolte da ADL Cobas Lombardia, in più occasioni dalla diffusione avrebbero ostacolato la già complessa attività sanitaria, dato che sono scarsamente traspiranti. 

A causa della consistenza, le mascherine prodotte dalla Fippi provocherebbero un calore eccessivo sul viso. Inoltre le modalità di utilizzo ostacolano la comunicazione e la visione stessa da parte dell’operatore. Senza contare che se medici e infermieri, poi, avevano necessità di auscultare un paziente con lo stetoscopio, dovevano abbassare il Dpi, scoprendosi il volto. 

“Questi dispositivi “non appaiono funzionali allo scopo protettivo, né del paziente né dell’operatore. Sotto il profilo anatomico e dinamico, la mascherina (che si presenta come un cilindro di pannolino elasticizzato) – osserva Germani -, non sarebbe regolabile sul viso e al naso. I supporti elastici di sostegno, ad esempio, devono essere allargati per la vestizione del presidio stesso (che deve passare infilato interamente all’esterno del cranio) e tenderebbero poi ad allentarsi, con la conseguenza di scivolare sul volto e di dover essere più volte riposizionato utilizzando le mani, moltiplicando così i rischi di contagio, anche oculare, ed esponendo le vie aeree – naso e bocca -, vanificando l’utilità del presidio stesso, destinato ad attività di prima linea anche per turni di 8 ore. Adl Cobas Lombardia ha ricevuto numerosi riscontri negativi da parte di operatori sanitari e strutture ospedaliere”.

Non ultimo l’aspetto dei costi: la Fippi Spa starebbe producendo per Regione Lombardia 900mila mascherine al giorno, per un ordine complessivo che potrebbe aggirarsi intorno a svariati milioni di euro. La cifra esatta stanziata da Regione Lombardia per il momento non è nota perché, come spiega l’avvocato Vincenzo Barbarisi, che assiste Adl Cobas Lombardia, “non si è riusciti a conoscere quale sia stato lo strumento utilizzato per l’aggiudicazione di questa fornitura, pur rimanendo sempre in un’ambito di urgenza”. Sui siti istituzionali non si ravviserebbe alcuna traccia in merito alle procedure del conferimento di incarico di produzione di mascherine, né il quantitativo delle stesse o i tempi di consegna. Per Germani, infine, questa operazione  avrà un “impatto economico di assoluto rilievo per le casse regionali, in un momento e contesto in cui ogni risorsa dissipata può assumere un costo sociale altissimo”.

 

ECCO IL TESTO DELL’ESPOSTO

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Giornalista

Paolo Verri bolognese di nascita e da quasi 20 anni milanese di adozione. Si è trasferito in Lombardia con la scusa dell'università e lavora come giornalista per un'agenzia di stampa da una quindicina d'anni. Ha collaborato anche con agenzie internazionali e con diverse radio, tv e quotidiani come Il Giorno e le testate del gruppo QN e quelle del gruppo Messaggero. Si occupa soprattutto di cronaca giudiziaria e nera, ma da sempre ha la testa e il cuore in giro per il mondo.

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