Questo è il mio primo diario dopo 5 settimane di lockdown. E non è un giorno qualunque ma il giorno in cui gli Ortodossi festeggiano la Santa Pasqua, la festa più importante dell’anno! Il momento di stare insieme con la famiglia, seduti attorno ad un tavolo pieno di bontà, le specialità culinarie pasquale, di raccontare le storie belle e quelle meno belle, di bere un buon calice di rosso brindando alla vita, di passare una giornata di gioia e allegria.

Gli Ortodossi, per tradizione, vanno alla Chiesa nella notte di Pasqua per prendere la Santa Luce arrivata da Gerusalemme. A mezzanotte il prete esce dalla chiesa con la candela accesa e i fedeli accendono la loro candela e portano a casa la Santa Luce.           

Questo anno è stato diverso… completamente diverso! Per la prima volta non siamo andati in chiesa per prendere la Santa Luce. È stata la prima volta in più di 40 anni da quando sono arrivata in questo Mondo, che la Santa Luce è arrivata da noi, a casa di ogni uno, e non siamo più andati a prenderla. L’abbiamo aspettata fuori, in terrazzo, o davanti alla casa, e grazie alla Chiesa e agli volontari che si sono organizzati nel modo migliore, la Santa Luce è entrata nelle nostre case e nelle nostre anime. Questa volta la Pasqua dovrebbe essere vissuta come una resurrezione da questo brutto momento che stiamo vivendo. E la Santa Luce dovrebbe essere vista come la speranza per un futuro migliore.

Questo anno è stato diverso…completamente diverso. Per la prima volta non sono stata a casa dei miei, a pranzo di Pasqua, per festeggiare insieme. In momenti come questi ti rendi conto di quanto importante sia la famiglia. Siamo così vicini ma così lontani…oppure siamo così lontani ma così vicini! La situazione creata da questa pandemia ci fa riflettere tantissimo sulle cose che forse prima le davamo scioccamente per scontato…tipo dire un “ti voglio bene” ai tuoi genitori e abbracciarli quando gli hai visti ultima volta cinque settimane fa!              

Dal 16 Marzo 2020, giorno in cui il Presidente della Repubblica, Klaus Iohannis, ha firmato il Decreto istituente lo Stato d’Emergenza Nazionale, in Romania si attende quella che in molti hanno chiamato la “tempesta perfetta”.

In un sistema sanitario che nell’ultimo decennio ha visto la fuga consistente di medici specializzati e di personale infermieristico, l’effetto temuto è quello di un contagio diffuso del Covid-19 presso le moltissime realtà rurali del Paese, abitate per lo più da over 60, e la cui notevole distanza dai centri ospedalieri dotati di terapie intensive, potrebbe aggravare la situazione. Le autorità rumene prevedono che il “peak” potrebbe essere raggiunto nella settimana 20 – 26 Aprile, ma anche possibilmente dopo…Di conseguenza, il 15 aprile 2020, il Presidente della Repubblica ha prolungato di un mese lo Stato d’Emergenza Nazionale, fino al 16 Maggio.        

Oltre mille medici e personale infermieristico sono stati infettati dal Covid-19. Rapportato al numero totale di persone contagiate dall’inizio della pandemia (il primo caso confermato sul territorio rumeno è stato il 26 Febbraio), cioè 8.746 (dato registrato fino al 19 Aprile 2020), la percentuale è abbastanza alta, del ca. 12%. Il numero dei decessi è di 434 persone (ca. il 5%). Ma dobbiamo tener conto anche delle misure prese per la prevenzione della diffusione del Covid-19 sul territorio della Romania: il numero delle persone in quarantena istituzionalizzata è pari a 17.473, mentre le persone in auto-isolamento a domicilio sotto monitoraggio sono 47.003. Ad oggi sono stati effettuati 93.611 test che rappresenta una percentuale bassissima rispetto ad una popolazione di 19,41 milioni abitanti (solo lo 0,48%!!!). Se andiamo oltre il territorio rumeno, ci sono stati 732 persone contagiate dall’inizio della pandemia (di cui 422 solo in Italia) e 61 decessi.

L’auspicio è che la “tempesta perfetta” non arrivi e che le misure adottate dal Governo e dal Presidente della Repubblica, e in particolare il loro puntuale rispetto, riescano a contenere l’onda d’urto della pandemia. Il resto lo farà la sorte, o come si dice in Romania, “norocul”!

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collaboratrice

Georgiana Ion, 41 anni. Attualmente Senior Manager, Deal Advisory Services presso Gruppo Mazars, con un'esperienza precedente di 8 anni di Senior Investment Manager presso FINEST S.p.A. (Gruppo Friulia), società leader nell’internazionalizzazione delle imprese del NE Italia, con focus nei Paesi CEE e Mediterranei (44 Paesi). Sono appassionata di libri; d’arte; dello sport, in particolare tennis, running, barca vela; di viaggi, vino e cucina internazionale.

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