“Per fortuna il Ministero degli Interni è tornato sui suoi passi, concedendo la possibilità di portare mazzi di fiori alle lapidi dei partigiani. Ho letto di eventuali problemi di sicurezza per la possibile presenza di fascisti in piccoli gruppi. Beh ma ai fascisti si deve semplicemente dire che l’Italia non è il loro paese, perché la democrazia italiana è nata dalla Resistenza antifascista. La democrazia italiana è antifascista, i fascisti sono fuorilegge. Non c’è molto altro da aggiungere”.

Raggiungiamo al telefono Moni Ovadia, autore, attore, scrittore, cantante, pensatore. E il suo tono è decisamente ‘incazzato’.

”Basta con le cazzate sul 25 aprile ‘divisivo’. La Costituzione Italiana è divisiva, deve essere divisiva, perché è antifascista. è nel suo statuto fondativo. E poi … Il Papa è uscito in piazza San Pietro, ha camminato per Roma seguito dalle sue guardie del corpo in piena emergenza. Allora non si capisce perché un rappresentante ANPI non possa uscire e portare un mazzo di fiori sotto una lapide, rispettando tutte le precauzioni sanitarie. Se lui, il Papa, ha fatto il suo dovere per la Pasqua non si capisce perché noi non lo si possa fare per il 25 aprile. Il problema qui è di una gestione assurda di questa emergenza. Altro che modello ‘italiano’. In Lombardia è una catastrofe. Sono passati due mesi e ancora non ci sono mascherine per tutti. ‘Modello italiano’?”

Continua Moni Ovadia:

“L’Italia ha molti problemi, uno dei peggiori è la retorica. Quando c’è da pagare le tasse nessuno mette la bandiera tricolore fuori dalla finestra. E l’italiano che ama il suo paese si vede da questo. Non dalla retorica sul ‘modello italiano’ o dalla partita di calcio. C’è gente in questo paese, e mi dispiace dirlo, ma sono tanti per cui la vita umana non vale un cazzo. ‘Ripartire’, ‘ripartire’… solo se garantisci la sicurezza a tutti, solo se dai le mascherine a tutti. C’è quella famosa frase del Talmud, ripresa poi dal film di Spielberg (Schindler’s List) che dice ‘chi salva una vita salva l’umanità intera’. Bene. Una vita umana, una sola vita umana, è più importante di tutte le produzioni, di qualsiasi produzione. Anche il Corano lo dice: “Chi salva una vita, salva la vita”.  Io sono d’accordo con Gino Strada, non si può fare profitto sulla salute. La salute deve essere pubblica. Guardiamo a Cuba, ha un sistema sanitario tra i migliori al mondo, ai primissimi posti. Un paese sotto embargo da decenni riesce ad avere un sistema sanitario efficiente e pure ad aiutarci! E noi? Noi facciamo ospedali in una Fiera spendendo decine di milioni per una manciata di pazienti! Dove sono le cliniche private in questa emergenza?? È da quando porto i pantaloni corti che sento dire “non ci sono i soldi”. E allora come mai ci sono 140 miliardi di evasione fiscale? Com’è che si bruciano 62 miliardi nella corruzione? Com’è che hanno costruito cattedrali nel deserto che non hanno mai funzionato? È falso che i soldi non ci siano. È sempre stato falso. I soldi ci sono. Continuo a sentir dire ‘l’Italia è un grande paese’. Non sono d’accordo. C’è una parte di italiani che sono veramente grandi ma il Paese nelle sue strutture portanti non è grande per niente. Che sanità ci aspettiamo in un paese dove i politici nominano i primari, i vertici sanitari, anche i capisala? Cosa ci aspettiamo dalla sanità quando un mostro sacro come Formigoni finisce in galera per ruberie e tangenti? Basta con la retorica da ‘grande paese’ e basta anche con le stronzate tipo ‘italiani brava gente’. Io sono nato in Bulgaria. E sono potuto nascere perché il popolo bulgaro, la Chiesa Ortodossa, il Governo hanno impedito ai nazisti di deportare gli ebrei. In Italia l’hanno impedito? I danesi si sono opposti ai nazisti, coi loro corpi, e hanno salvato gli ebrei. Gli albanesi li han fatti diventare tutti musulmani per salvarli. ‘Nostri fratelli’, dicevano. Noi siamo un paese in cui il regime, i fascisti, hanno fatto un genocidio in Cirenaica. Uno sterminio di massa in Etiopia con 135mila civili assassinati con l’iprite da Badoglio, dietro preciso ordine di Mussolini. Per non parlare delle stragi nella ex Jugoslavia e in Grecia. Sono stati chiesti da vari paesi 720 criminali di guerra italiani per essere portati a giudizio. Non dico ‘condannati’, ma solo a giudizio. Nessuno. Nessun italiano ha mai pagato. E parliamo ancora di ‘italiani brava gente’?”

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Caporedattore

Daniele De Luca ha lavorato per 15 anni come redattore a RadioPopolare di Milano, passando dalle notizie locali ai GR nazionali. E’ stato corrispondente dagli Stati Uniti per Radio Popolare. Ha collaborato con Diario e il settimanale L’Espresso. Caporedattore a CNRMedia. E’ direttore di ‘FuoriDiMilano’, il primo magazine free-press composto da una redazione di utenti dei servizi di salute mentale.

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