“È permesso incontrare i parenti”. Quali? A che livello di parentela? Vale il cugino di terzo grado? Le ultime disposizioni del Governo in tema di ‘ricongiungimento’ familiare lasciano aperte molte interpretazioni. Serve a poco il chiarimento arrivato a poche ore dalla pubblicazione del DPCM, “si potrà andare a visitare non solo genitori, figli, nonni, nipoti e consanguinei o persone a cui si è legati giuridicamente ma qualsiasi persona alla quale si sia legati da una relazione affettiva stabile”. Stabile? Cosa significa? Così, mentre c’è chi ricostruisce l’albero di famiglia per trovare magari quello Zio che non si vede da 30 anni e che abita vicino al mare o ha una casa in montagna, ci sono anche milioni di persone che una famiglia, o una moglie o marito, ufficialmente non ce l’hanno e che si sentono discriminati.

È il segretario Nazionale di Arcigay Gabriele Piazzoni che denuncia questa situazione. “Il Governo ha messo una discriminante che riguarda milioni di cittadini – dice a EC – È un problema enorme. Siamo subissati di messaggi, di telefonate. E questo ‘vulnus’ rischia di creare un effetto di disobbedienza civile molto pericoloso. Vengono esclusi tutti gli affetti ‘extra legem’, valgono solo i legami di sangue. E i milioni di italiani che convivono senza essere sposati o regolati da unioni civili? E le coppie gay e lesbiche? Gli affetti non sono certo solo quelli normati da una legge”.

“Chi di noi non ha un amico, un conoscente che ha una relazione affettiva magari decennale senza che sia ‘legalmente’ riconosciuta? Sia chiaro, come tutti siamo impegnati al contenimento dell’epidemia e non contestiamo certo la necessità di distanziamento sociale, di fare di tutto per salvare più vite possibili e contribuire, ciascuno con i propri comportamenti individuali, a contenere l’epidemia. Non mettiamo in discussione quindi le necessità sanitarie o le scelte di quarantena. Contestiamo il fatto che nel momento in cui ci si rende conto che dopo due mesi di isolamento le persone, anche le famiglie, hanno necessità di ricongiungersi, si escludano in questo modo milioni di persone – spiega Piazzoni, che rilancia – Al Governo diciamo: si trovi e stabilisca una modalità uguale per tutti i cittadini nel momento in cui decidete di cambiare le regole. E ribadisco, non parlo solo i gay, lesbiche o LGBT ma di milioni di single,  di persone sole in casa da settimane che per qualsiasi motivo non hanno familiari,non hanno congiunti. Tra l’altro l’annuncio del Governo non indica nemmeno una vaga prospettiva di quando si possa tornare a questo tipo di ‘contatti’ tra persone. Abbiamo centinaia di giovani che magari vivono con difficoltà la loro omosessualità in famiglia e per i quali la scuola, l’università, lo sport erano le uniche occasioni di socialità. Per loro la prospettiva è rimanere soli con sé stessi fino a settembre? Questa rischia davvero di essere una bomba sociale, sia a livello psicologico che di ordine pubblico. Ci sono in Italia anche centinaia di persone anziane, omosessuali, che non hanno più legami con le proprie famiglie per tanti motivi diversi. E cosa fanno, restano chiuse in casa per tutta l’estate? Viviamo già in una situazione dove la tensione tra le persone è palpabile, dove lo stress psicologico di tutti è evidente. Vogliamo aggiungere anche norme che prevedono affetti di serie A e affetti di serie B?”. 

E conclude: “Se si ragiona sul riportare un minimo di benessere psicologico permettendo in qualche modo alle famiglie di ricongiungersi, si trovino soluzioni per tutte le famiglie, anche non quelle riconosciute dalla legge. La possibilità di vedersi, a distanza e con la mascherina, ma di parlarsi per qualche minuto guardandosi negli occhi e non sempre al telefono o in videochiamata. Questo ha un impatto importante sulla vita delle persone, sul loro equilibrio e benessere psicologico. Sul diritto di ciascuno ad avere i propri affetti“.

(Ph Buzzfeed.com)

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Caporedattore

Daniele De Luca ha lavorato per 15 anni come redattore a RadioPopolare di Milano, passando dalle notizie locali ai GR nazionali. E’ stato corrispondente dagli Stati Uniti per Radio Popolare. Ha collaborato con Diario e il settimanale L’Espresso. Caporedattore a CNRMedia. E’ direttore di ‘FuoriDiMilano’, il primo magazine free-press composto da una redazione di utenti dei servizi di salute mentale.

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