“Riaperture del 4 maggio? A noi risulta che il 60% delle imprese metalmeccaniche, pur a ranghi ridotti, sia già produttivo”. A dirlo è Luca Trevisan, segretario organizzativo della Fiom Cgil nazionale. Quando è esplosa l’emergenza Covid-19, il settore metalmeccanico non se la stava passando bene. Nel 2019 c’era stata una contrazione dell’attività del 2,5%, soprattutto per il crollo di 9 punti dell’automotive, con il raddoppio delle ore di cassa integrazione straordiaria rispetto all’anno precedente. Stiamo parlando di un settore che in Italia conta circa un milione e 600mila addetti, secondo in Europa dopo la Germania, per un volume d’affari da 120 miliardi di euro. Le associazioni di categoria da subito hanno morso il freno del Governo e le imprese hanno invaso le prefetture di richieste di deroga al lockdown. Lo stesso presidente del Consiglio, nella conferenza del 26 aprile, ha ammesso che le aziende strategiche non potevano perdere ulteriori quote di mercato, anche se, di fatto, si erano in parte “arrangiate”.

Occhi sempre aperti quindi.

“Certamente. Siamo soddisfatti del nuovo protocollo per la sicurezza sul lavoro e, soprattutto, che sia stato inserito in allegato al nuovo decreto. Tutti gli accordi fatti, anche con le singole aziende, hanno al centro la salute e la sicurezza dei lavoratori. Il protocollo è lo strumento per la contrattazione all’interno delle imprese e il punto di partenza per una riorganizzazione del lavoro”

In che senso?

“Per rispettare le distanze di sicurezza, evitare gli assembramenti, anche nei mezzi pubblici, sarà necessario ripensare i turni e la produzione: bisogna diluire la presenza nelle fabbriche. Tutti devono fare la loro parte: le aziende, i lavoratori ma anche i Comuni e le Regioni”.

Saranno necessari anche i controlli…

“Assolutamente. E’ un punto fondamentale. Non dimentichiamoci che il nostro è un Paese dove l’anno scorso sono morte mille persone sul lavoro, 17mila negli ultimi 10 anni. La sicurezza era un’emergenza anche prima. Adesso lo è ancora di più. Fondamentale che vengano potenziati gli Spisal regionali, sia come numero di addetti che come formazione. I controlli devono essere capillari e puntuali. Le persone devono essere tranquille che il luogo di lavoro è sicuro, per loro stessi ma anche per le loro famiglie a casa. Il pubblico deve riprendere le quote della Sanità che ha ceduto al privato, che non si occupa di sicurezza sul lavoro: non dimentichiamoci questo aspetto”.

Nei giorni scorsi abbiamo assitito all’episodio della ArcelorMittal che ha licenziato un operaio per aver denunciato su Facebook di non avere a disposizioni i dispositivi di protezione

“Oltre alla sicurezza, è necessario difendere anche la libertà di espressione dei lavoratori, nei modi consentiti dalla legge. Ogni attacco in tal senso va respinto al mittente”.

Conte ha annunciato che sarà prorogato il divieto di licenziamento e che sarà data un’ulteriore iniezione agli ammortizzatori sociali

“Dichiarazione positiva. Bisogna usare questo periodo per la riorganizzazione di cui dicevamo prima. Siamo preoccupati per l’impatto produttivo, economico e occupazionale di questa pandemia, nel nostro settore come nell’economia complessiva. Il processo è chiaramente recessivo e necessita di decisioni straordinarie. Quindi rilanciare gli investimenti pubblici e quanto sia possibile fare da parte dello Stato. Vanno introdotti vincoli nei sostegni alle imprese, legati al sociale. In questo senso gli ammortizzatori sociali sono fondamentali. Evitare i licenziamenti è anche una questione di mercato affinchè le imprese abbiano a disposizione la forza lavoro quando sarà il momento della ripresa economica”.

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Collaboratore

Vittorio Felletti, piacentino, appena finito il liceo si trasferisce a New York, dove si mantiene facendo i lavori più disparati, dal smm per un ristorante italiano al modello. Inizia anche la sua attività di blogger, che lo porta ad alcune collaborazioni con testate on line americane. Tornato in Italia di recente per motivi famigliari, ha iniziato la collaborazione con EC

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