“Siamo a picco, pensavamo che il mese di aprile potesse registrare un calo e invece è un disastro”. Così Giorgio Regolin, Presidente del Gruppo Ormeggiatori di Trieste, nel corso della video intervista per EC. Per forza di cose, ai tempi del Covid-19, l’organizzazione del lavoro è cambiata:  “Ci siamo divisi in gruppi. Noi siamo in trenta, quindi venti lavorano e dieci stanno a casa, e dei venti che lavorano si dividono a loro volta in due squadre, dieci un giorno e dieci il giorno dopo. Immaginate cosa succederebbe se ci fosse anche solo un positivo, dovremmo bloccare l’intera squadra, di conseguenza 10 persone le lasciamo sempre a casa in stand by per una decina di giorni.” Il tutto è affidato all’autoregolamentazione perchè “Abbiamo contattato la sanità per poter eseguire degli esami preventivi, al momento siamo stati stoppati”, ci dice Regolin.

A livello nazionale “non ho sentore di nessun ormeggiatore che sia stato contagiato, fortunatamente, perchè dal momento in cui andiamo ad intaccare i porti, allora comincia davvero il vero lockdown – progegue – I colleghi di Genova sono stati i primi, grazie all’Ammiraglio ed al supporto del Comando Generale, che hanno regolato il traffico in modo tale da non andare ad inficiare sul discorso sicurezza, perché noi facciamo un lavoro molto pericoloso, soprattutto quando le condizioni meteo marine cominciano ad essere avverse… linee guida ben precise – manteniamo aperti i porti, lavoriamo, però Safety First

 

 

 

 

 

Torna alla Home Page di Estreme Conseguenze

Clicca qui per iscriverti al gruppo Whatsapp di Estreme Conseguenze

Clicca qui per iscriverti al canale Telegram di Estreme Conseguenze

Condividi questo articolo:

Videoreporter

Nato nell ‘82 dove soffia la Bora. Il mio lavoro e le mie passioni, la vela e la montagna, mi hanno fatto girare il mondo tra Europa, nord Africa, Medio Oriente e Stati Uniti, vivendo a seconda dei periodi tra Milano, Malta, Varese e Trieste.

Commenta con Facebook