Sono giorni di proteste sulle piazze di tutto il Veneto e non solo. Centinaia di piccoli imprenditori, sopratutto legati alla ristorazione e alla cura della persona, stanno ricorrendo alle più fantasiose forme per manifestare il proprio scontento nei confronti del DPCM del 26 aprile, o meglio, “di quello che ha detto il premier Giuseppe Conte sul decreto”. A fare la necessaria postilla è Paolo Zabeo (nella foto a dx), coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre. “Parrucchieri e ristoratori sono sul piede di guerra perchè Conte ha detto che riapriranno il primo giugno, ma nel decreto non c’è traccia di questa data. Il provvedimento scade il 17 maggio. Non sarebbe stato meglio dire che alla luce dei dati sull’andamento del contagio, si sarebbe formulato il calendario per ulteriori riaperture?”.

Insomma, un problema di comunicazione…

“Sì, grande come una casa. Due giorni dopo l’emanazione del DPCM siamo venuti a sapere dalla stampa dell’esistenza di un documento dell’ISS che, tramite una serie di proiezioni, allertava che una riapertura totale avrebbe causato una congestione delle rianimazioni già l’8 giugno. Mi sembra una motivazione più che seria per scaglionare la ripresa delle attività. Forse, se il premier l’avesse detto, le persone costrette a rimanere chiuse non si sarebbero così arrabbiate ma, anzi, non ho dubbi che avrebbero capito. Questa è stupidità, questo è non saper fare politica. Comprendo l’inesperienza dei 5 Stelle, ma dai navigati politici del Pd mi sarei aspettato più buon senso”.

Però i problemi alcune categorie li hanno davvero e non si sarebbero comunque risolti con una migliore comunicazione

“In realtà, dati alla mano, non c’è tutto questo rischio di una moria di partite iva. Certo, sono bombardati dai fornitori e adesso arrivano le bollette, gli affitti e dopo un mese e mezzo di serrata cominciano a pesare e gli imprentitori hanno bisogno di un sostegno. L’iniziativa di favorire i prestiti bancari, tra l’altro con un’interesse circa dell’uno e mezzo per cento, non è stata una grande idea: meglio sarebbe stato dare della liquidità in contro corrente, come ha fatto la Germania, che ha versato 15mila euro alle imprese con meno di 15 dipendenti. In ogni caso penso che non riapriranno quelle attività rette da professionisti e artigiani già in pensione, che tenevano comunque aperto. Ecco, questo 20% potrebbe chiudere e lasciare i dipendententi a casa. Io penso che ci sia anche una forte preoccupazione su come sarà dopo la riapertura: quanti soldi avrà la gente da spendere al ristorante o dalla parrucchiera?”.

Mancano anche le indicazioni per riaprire… 

“Esatto e torniamo al problema di comunicazione. Cosa deve fare un ristoratore? E un estetista o un parrucchiere? Non si sa, nessuno lo sa. Sicuramente bisognerà fare degli investimenti, altro motivo di preoccupazione reale”.

E sulle norme valide su tutto il territorio nazionale?

“Altro errore. Perchè regioni dove il fenomeno è pressochè inesistente devono comportarsi come quelle più colpite? E’ incomprensibile”

Chi sicuramente pagherà carissima la pandemia sarà il settore turistico, sia le località di villeggiatura che le città d’arte

“E qui, purtroppo, c’è un punto di domanda di granito. Io non sono ottimista, penso che la stagione sia persa, ma magari sbaglio e qualcosa si recupera, almeno per rimanere in piedi. Mi viene in mente la situazione di Venezia, già duramente piegata dall’acqua alta: qui non c’è solo il dramma dei privati, albergatori, ristoratori e commercianti, ma anche del Comune, che ha perso le cospicue entrate della tassa di soggiorno e dei ticket dei mezzi pubblici, che sono carissimi per i turisti. Una situazione nera che rischia di prolugrasi fino al 2021, se non si farà una solida campagna di promozione turistica mondiale”.

E la deve fare questo governo, con i problemi di comunicazione di cui sopra?

(Ride) “Meglio che la facciano gli enti locali con le Regioni e che Roma si limiti a pagare”

A proposito, come se la sta cavando il governatore Luca Zaia? Siamo passati dalla delazione del runner alle forzature sulle seconde case nell’arco di una settimana… 

“Sta lavorando duramente 24/7 da settimane e immagino sia stanco. Complessivamente credo abbia fatto bene, tenendo conto che è sotto la forte pressione di Confindustria e delle categorie e dall’altro ha la responsabilità della salute pubblica. Infatti oggi (ndr: mercoledì 29) ha dichiarato che se i dati peggioreranno di nuovo ristringerà le maglie. E penso che sarà così ancora per un bel po’. Lui fa il suo gioco, si barcamena, il suo partito è anche all’opposizione. E c’è comunque tanta confusione”.

Un altro veneto che sta facendo parlare di sè è Renzo Rosso, che ha duramente attaccato il governo in più occasioni

“Rosso è fatto così, è un battitore libero. Non è legato a Confindustria e dice quello che pensa, spesso sopra le righe. E’ comunque un uomo che sa il suo mestiere e lo fa da decenni a livello internazionale, anche nel sociale e nel mecenatismo: va ascoltato”.

 

 

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