Due foto (e un video) che raccontano tutto: Milano, ore 20 ieri sera, i Navigli e la Darsena affollati per l’aperitivo; Milano, ore 8 stamani, la metropolitana all’ora in cui la deve prendere chi va a lavorare. In questo contrasto assurdo e surreale c’è la vera, amara verità: ma quali cittadini responsabili, migliorati da due mesi di clausura, tornati ai fasti da “capitale morale” (quella pre tangentopoli, per capirci), con il cuore in mano ma anche rigorosi, severi, rispettosi delle regole.

Italiani brava gente è luogo comune finito da tempo nel cestino delle bugie della storia patria. Da oggi possiamo finalmente buttarci, nello stesso cestino, anche lo stereotipo sui milanesi differenti dai loro compatrioti. Sono (loro) tutti italioti: furbi, menefreghisti, incapaci di capire che lo Stato (il Comune, la Regione…) siamo noi, tutti noi. Non un astratto potere lontano e a cui attribuire tutte le nequizie. Le nequizie sono tutte vostre. Dico vostre, vostre di voi che popolavate i Navigli ieri sera al di là di ogni elementare forma di intelligenza e buonsenso; di voi che affollavate ieri pomeriggio i parchi cittadini (testimonianza mia diretta: il parco Trotter) anche qui al di là di intelligenza e buonsenso; di voi mamme e papà che scavalcate il nastro biancoerosso che segnala le aree giochi per bimbi chiuse e fate andare in altalena le vostre creature “stressate” da due mesi di lockdown.

Potrei continuare purtroppo per righe e righe con questa litania dolorosa sulle VOSTRE responsabilità. Sì vostre e solo vostre, perché per fortuna poi ci sono tanti altri milanesi che le regole le rispettano, che sanno che questa fase 2 è al massimo una fase uno e mezzo, che il SarsCov2 è lì in agguato, che continua a colpire duramente città e regione (solo ieri 689 contagiati e 134 morti in più, in Lombardia), che non bisogna insomma fare i “pirla”. Che non è solo colpa dello Stato, del Sindaco (da manuale il suo videoultimatum online da stamattina su youtube e che trovate qui sotto, a fondo pagina), delle Istituzioni e nemmeno dei cinesi, dei pipistrelli, delle cavallette o dei nazisti dell’Illinois. La colpa è anche della città dei “pirla”.

MILANO, LA CITTÀ DEL LAVORO…

E LA CITTÀ DEI PIRLA

(Foto Piazza del Duomo – Carlo Carrà)

Torna alla Home Page di Estreme Conseguenze

Clicca qui per iscriverti al gruppo Whatsapp di Estreme Conseguenze

Clicca qui per iscriverti al canale Telegram di Estreme Conseguenze

Condividi questo articolo:

giornalista

Maurizio Pluda è un cronista di lunghissima data, professionista dal 1986. Ha lavorato per millanta testate, passando dalla macchina per scrivere ai mass media in versione social. Ha fatto anche tanta ma tanta politica, sempre e orgogliosamente a sinistra. Gioca a bridge assai bene. Ma soprattutto è interista, da sempre.

Commenta con Facebook