Antonov è sinonimo di aerei, gli aerei cargo più grandi del mondo. Fondata nel 1947 all’epoca dell’Unione Sovietica, la Antonov ha sede ha pochi chilometri dal centro di Kyiv, in Ucraina. Trai tanti record raggiunti e polverizzati, il gruppo di recente ne ha aggiunto uno nuovo, legato all’epidemia di covd-19. Sono stati proprio i cargo della Antonov, spiegano Mikhail Karchenko, direttore di Antonov Airlines, e Vitaliy Shost, a capo del settore commerciale, a portare il maggior numero di guanti, mascherine e materiale medico negli ospedali italiani e di molti altri Paesi raggiunti dalla pandemia. Eppure in tanti, in Italia, fanno ancora ‘confusione’ sulla nazionalità di questi giganti dei cieli, che hanno sulla livrea i colori della bandiera ucraina. In diversi articoli apparsi negli ultimi mesi si parla di questi mega cargo come miracoli dell’ingegneria russa. Perché in tanti sono incorsi in un errore che sembrerebbe veniale, ma alla luce della guerra in corso dal 2014 tra Russia e Ucraina, rischia invece di essere uno ‘sfondone’ geopolitico clamoroso?

Possibile che sia una semplice svista? L’emergenza coronavirus ha acceso i riflettori sui colossi della Antonov, e soprattutto sul più grande di tutti, il cargo An-255 Mriya (che in ucraino vuol dire ‘sogno’). La progettazione di questo aereo – che pesa a vuoto 285000 Kg, è lungo 84 metri e ha un’apertura alare di oltre 88 metri – ha preso il via all’inizio degli anni ’80, spiega il dottor Karchenko che ne ha seguito ogni passo, e si è conclusa nel 1988, un anno prima della caduta del Muro. Di recente il velivolo è stato sottoposto a un lavoro di completo ammodernamento durato quasi un anno e mezzo. “L’idea di creare l’An-225 Mryia è nata dall’esigenza di rispondere ad un bisogno logistico – racconta – quello di trasportare i carichi speciali dalle aziende produttrici all’aerodromo Bajkonur, nell’attuale Kazakistan. In particolare, si trattava di componenti del missile cosmico Buran e del missile Energia”. “Il cargo Mryia non si sposta molto spesso – aggiunge il direttore commerciale della Antonov Airlines, Shost – . Al momento, però, è molto richiesto dalla comunità internazionale per inviare aiuti e personale medico nei Paesi più colpiti dall’emergenza coronavirus. Il primo viaggio, dopo la revisione, è stato dalla città cinese di Tentsin a Varsavia, in Polonia. Abbiamo anche fatto diversi trasporti verso la Francia, la Germania, voli interni in Ucraina e uno con destinazione Canada. Stiamo per organizzare spedizioni verso gli Stati Uniti e la Grecia”.

In Italia, un aereo della flotta Antonov solo “dieci giorni fa ha raggiunto l’aeroporto di Milano Malpensa – prosegue Shost – : a bordo c’erano 82 tonnellate di materiale di prima necessità, come guanti, mascherine e disinfettanti, per gli ospedali italiani”. La storia dell’Antonov, e. il particolare del Mriya, è legata all’Italia anche per un’altra sfida. Sarà proprio questo aereo cargo a portare Luna Rossa in Nuova Zelanda per partecipare all’America’s Cup . “Dobbiamo prelevare le barche da Cagliari e da Bergamo – spiega Shost – ma per via della situazione attuale in Italia non si sa quando saranno pronte per essere spedite. Abbiamo promesso ai nostri partner di Luna Rossa che faremo del nostro meglio per portare a termine questa spedizione così importante con tutta l’attenzione che questo progetto così interessante richiede”.

 

Con una storia così blasonata alle spalle, com’è possibile che il cargo Mryia, e in generale gli aerei della Antonov, nella stampa italiana siano diventati un po’ russi? Gli articoli in questo senso sono tanti. Il più recente – poi ritirato in seguito alle proteste dell’Ambasciatore Ucraino in Italia – è apparso pochi giorni fa su ‘InsideOver’, il sito d’inchieste legato al Giornale. Ma anche ‘Il Piccolo’ di Trieste il 10 gennaio, parlando di un altro modello, l’An-124/100, titolava: “L’aereo russo dei record atterra sulla pista di Ronchi”. Sulla stessa linea anche Triesteallnews. Più di recente, il 14 aprile ‘Quotidiano Motori’ spiegava in un pezzo molto dettagliato sul mega cargo An-225 che “Mriya in russo vuol dire sogno”. Peccato che la parola sia ucraina e che sogno in russo si dica “son”.

“Episodi come questi sono abbastanza comuni – racconta Shost – . Le istituzioni e il governo russo vorrebbero intestarsi l’onore di aver creato un aereo così unico. Tutti sanno però che è stato progettato dalla Antonov nel 1988 e viene prodotto da sempre nello stabilimento di Kyiv e i voli vengono gestiti dalla Antonov Airlines. Non ci sono le basi per poter affermare che si tratti di un aereo russo. È stato effettivamente progettato e realizzato negli ultimi anni dell’Unione Sovietica e aveva molte parti di ideazione sovietica ma abbiamo ultimato un percorso di profonda modernizzazione di questo aeroplano, che al momento ha diverse componenti, in primo luogo per la parte elettronica, sono stati sostituiti con device prodotti in Canada, negli Usa e in Francia”.

La miglior strategia di difesa contro fake news come queste, sono gli “ottimi feed back dai nostri clienti – conclude Shost – che a loro volta hanno un’eccellente reputazione. E finora abbiamo avuto successo”.

L’articolo è stato scritto in collaborazione con Paolo Verri

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Victoria Vdovychenko è professore associato, PHD. Collabora con l’Ukranian Prism del Consiglio di politica estera per quanto riguarda la politica estera italiana nell'UE. E’ anche fondatrice della School of Good Governance: il progetto Advocacy è stato assegnato dall'Alumni Engagement Innovation Fund (2015). Scrive per diverse testate ucraine e internazionali. Alcune sue pubblicazioni sono legate all'analisi dell'integrazione europea ed euro-atlantica dell'Ucraina. Inoltre, i suoi interessi di ricerca riguardano gli Stati membri dell'UE e la loro analisi e impatto a livello dell'UE (ad esempio, il ruolo dell'Italia e della Francia nell'Unione europea) nel contesto delle sfide globali in materia di sicurezza ed economia. Trai temi di cui si occupa, la politica estera italiana, la politica estera dell'Ue, l’integrazione europea, l’integrazione euro-atlantica e comunicazione strategica.

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