In Africa si potrebbe arrivare entro l’anno a una cifra di vittime per Covid19 variabile tra gli 83mila e i 190mila, con un numero di infettati che potrebbe toccare i 44 milioni di persone. Lo segnala l’OMS. Il nuovo studio riguarda 47 paesi che sommano un totale di un miliardo di abitanti. Le nuove stime sono basate su modelli matematici in base alla curva di crescita attuale e tengono conto di un graduale collasso delle strutture sanitarie. Numeri impressionanti ma il modello dimostra anche che il contagio nel continente africano viaggia con più lentezza. Non tanto per il caldo o per questioni climatiche (tutte ancora da dimostrare) ma per le caratteristiche di molti paesi dove le comunità vivono distanziate e con scarsi mezzi di comunicazione. Altra questione riguarda invece le aree urbane più antropizzate dove però l’assenza di un controllo sanitario sul territorio (con milioni di persone che vivono nelle bidonville, senza acqua o servizi igienici) rende particolarmente difficile una stima delle infezioni e delle vittime reali. Anche la bassissima età media della popolazione funge da ‘contrasto’ naturale all’espansione del virus in Africa.

Attualmente i casi confermati hanno superato i 50mila, con una crescita del 47% nell’ultima settimana. I morti accertati oltre 2mila. Situazione critica in Somalia dove secondo le ONG ci sarebbe un grave contagio a Mogadiscio.

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Secondo quanto affermato dalla Dott.ssa Moeti, Direttrice Regionale Africa dell’OMS, ci saranno dai 3 ai 5 milioni di persone che dovranno essere ospedalizzate; tra loro circa 82-167mila avranno bisogno di ossigeno mentre tra i 50 e i 100mila di terapia intensiva. Posti letto, ventilatori e bombole per tutti non potranno essercene a meno di massicci investimenti esteri. In Africa c’è un medico ogni 10mila abitanti contro una media Europea di 37. Poi i numeri si trasformano in sentenze: oltre alle difficoltà di raggiungere i presidi sanitari, in Africa ci sono 9 posti letto di terapia intensiva ogni milione di abitanti.

Oltre agli impatti sanitari ci sono quelli economici e sull’occupazione, che avranno conseguenze sociali devastanti. Secondo le stime della McKinsey & Company, la perdita economica per i Paesi africani a livello aggregato nel 2020 potrebbe oscillare tra i 90 e i 200 miliardi di dollari. A livello occupazionale, in Africa sono a rischio il 26.4% degli impieghi, senza considerare gli elevatissimi tassi di occupazione informale. Sono, infatti, 250 milioni gli africani che lavorano in occupazioni occasionali in contesti urbani.

Il mix tra perdita di occupazione, scarsità di risorse e di accessi sanitari può diventare devastante. E dare un fortissimo impulso all’emigrazione di centinaia di migliaia di persone. I paesi occidentali avrebbero dunque tutto l’interesse ad aiutare l’Africa, ma in un momento di pandemia globale, con risorse pubbliche sempre più scarse e prospettive di gravissima recessione, gli aiuti che gli Stati più ricchi del mondo danno all’Africa sembrano destinati a comprimersi.

(Foto Nicas Education & Technologies su Instagram)

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Caporedattore

Daniele De Luca ha lavorato per 15 anni come redattore a RadioPopolare di Milano, passando dalle notizie locali ai GR nazionali. E’ stato corrispondente dagli Stati Uniti per Radio Popolare. Ha collaborato con Diario e il settimanale L’Espresso. Caporedattore a CNRMedia. E’ direttore di ‘FuoriDiMilano’, il primo magazine free-press composto da una redazione di utenti dei servizi di salute mentale.

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