Anche la mafia riparte, cercando di arrivare dove sappiamo che arriveranno. Perché sappiamo cosa faranno le mafie. Sappiamo che sono forti al Nord e sappiamo in quali settori. Chi si immaginava poco tempo fa che si potessero interessare anche al giro di biglietti dello Juventus Stadium.. e invece è successo. Venti anni fa chi pensava che le mafie arrivassero al cuore della sanità, oggi sappiamo che è normale. E quindi si butteranno, o si sono già buttati, su materiale sanitario, commercio, turismo. Non è più certo pizzo, racket, droga, usura. Questo succedeva 30 anni fa. Oggi parliamo di settori commerciali, di industrie. Ovviamente il traffico di droga rimane, ma è chiaro che si butteranno su tutti i settori in crisi. E si dovrebbe intervenire subito. Penso all’edilizia, soprattutto in Lombardia. Al turismo in Veneto. La partita si gioca innanzitutto sui tempi: i tempi in cui lo Stato riuscirà a dare risorse a decine di settori e categorie in crisi. Più tempo passerà, più le mafie avranno gioco. E non va bene dire “tra un anno quei soldi allo Stato li devi ridare”. Perché così facendo tanti cercheranno altre strade, illegali“.

Lo ha detto a Daniele De Luca di EC il professor Enzo Ciconte, consulente presso la Commissione parlamentare antimafia e considerato da molti fra i massimi esperti in Italia delle dinamiche delle grandi associazioni mafiose. Abbiamo chiesto a Roberto Tommasi, referente veneto di Libera, di descriverci che quadro si profila per la regione coinvolta un anno fa da una delle più importanti operazioni anti-mafia del Nordest. Al centro dell’inchiesta  proprio in una cittadina turistica del litorale, Eraclea.

“Segnali preoccupanti ne sono arrivati di diverso tipo, in primis la rimessa ai domiciliari di alcuni boss. I settori che destano maggiore inquietudine per l’alto rischio di corruzione sono la sanità e l’edilizia. Il Veneto ha vissuto per anni una fase di depauperizzazione del settore pubblico, con l’accorpamento degli ospedali, la drastica riduzione delle terapie intensive, ora moltiplicate per l’emergenza, in favore del privato. Uno dei pricipali protagonisti, ricordiamolo, è stato Domenico Mantoan, tuttora dg della Sanità veneta, che è anche presidente dell’Aifa e da poco nominato commissario dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Alla progressiva privatizzazione, è conseguito un aumento delle tariffe e una crescita del potere delle multinazionali del farmaco, per non dire monopoli. E nel pubblico ci sono troppe figure amministrative che restano nello stesso ambito a lungo, creando negli anni reti consolidate. Per quando riguarda i rischi in edilizia credo basti citare il Mose e le opere satellite, ma gli esempi possono essere centinaia. In entrambi i settori la criminalità organizzata è in grado di immettere quantità importanti di liquidità”.

All’inizio dell’emergenza, il giornalista Maurizio Dianese intervistato da Ec aveva supposto un interesse della criminalità organizzata nel commmercio dei dispositivi di protezione individuale. A distanza di un mese e mezzo, ci sono delle evidenze?

“Il vantaggio delle mafie è che hanno a disposizione enormi quantità di denaro disponibile. Ci sono stati dei casi di sequestri di mascherine e igienizzanti contraffatti prodotti in laboratori a loro riconducibili e non è improbabile che abbiano acquistato importanti stock di dispositivi importandoli illegalmente e che stiano aspettando il momento propizio per immetterli sul mercato, in difficoltà anche per la questione del prezzo fissato a 50 centesimi”.

Per quanto riguarda il Veneto il professor Ciconte ha citato il settore del turismo, con un litorale spazzato l’inverno scorso dall’inchiesta  del procuratore di Venezia Bruno Cherchi. E, nonostante il parere positivo del prefetto, il ministro Luciana Lamorgese non ha voluto commissariare il Comune di Eraclea

E’ una decisione che preoccupa anche perchè crea un grave precedente. Non dimentichiamo che tra i 50 arrestati c’è l’ex sindaco di Eraclea, Mirco Mestre, con l’accusa di voto di scambio, mentre fra i denunciati un altro ex primo cittadino, Graziano Teso, accusato di concorso esterno. Qual è il messaggio che passa con la decisione di Lamorgese, di cui comunque attendiamo ancora di sapere le motivazioni? Il messaggio è che non importa quanto la criminalità organizzata sia riuscita a penetrare nel tessuto cittadino, fino al municipio: tutto tornerà alla normalità. Ma non bisogna tornare alla normalità.

Gli operatori turistici della costa veneziana stanno chiedendo di poter inziare quanto prima la stagione

L’occasione è ghiotta. Vedo già i codiddetti “uomini con la valigia” arrivare ad offrire contante in prestito per fare i lavori che poi lo Stato rimborserà. La criminalità organizzata è in grado di fare prestiti a tassi competitivi sul mercato, salvo poi cambiare le carte in tavola o chiedere altri tipi di “interessi”. Su questo abbiamo chiesto un tavolo di confronto con il governo tramite il patto Giusta Italia, che, oltre a Libera, vede partecipare i tre sindacati e numerose altre associazioni nazionali. Il settore turistico è stato sempre un settore chiave per gli investimenti e le attività mafiose, pensiamo agli intromettitori del Tronchetto a Venezia,  ed ora che sono arrivo anche i finanziamenti dello Stato… . Non stiamo parlando solo di locali, alberghi e bar, ma dell’intera filiera, dagli alimentari con il raket dei braccianti agricoli, alla fornitura di lavoratori precari, all’edilizia, fino alla logistica: un giro da una decina di miliardi di euro. E vogliamo parlare delle attività di proprietà cinese? Riapriranno o saranno disponibili per nuovi proprietari? E’ necessario tenere l’allerta a livello massimo”.

Essendo fiduciosi che il Decreto Rilancio conterrà gli strumenti per evitare di consegnare le risorse pubbliche e le imprese nelle mani della crinalità organizzata e che le forze inquirenti vigileranno che tutto si svolga all’interno della legalità, cosa può fare il cittadino?

Tenere gli occhi aperti, le antenne dritte e, se in caso, segnalare. Alle forze dell’ordine o a noi. In una conferenza, il procuratore Cherchi ha invitato a lasciar fare il loro lavoro alle forze dell’ordine, una posizione che ci trova solo parzialmente d’accordo. E’ chiaro che non possiamo trasformarci in investigatori, e non dobbiamo, ma è fondamentale il supporto della società civile per evitare il proliferare degli affari sporchi. Per questo, quando il maxi processo di Eraclea riprenderà le udienze pubbliche, Libera sarà presente in aula con gli studenti che partecipano ai nostri progetti. Abbiamo anche la Scuola Common, scuola comunità monitoranti, una ventina in Veneto. Svolgono attività di monitoraggio civico, sia vagliando gli atti degli enti pubblici, sia dando un servizio di segnalazione di condotte sospette tramite un numero verde e garantendo l’anonimato. Dagli atti delle inchieste anti-mafia in Veneto, sono emerse le “relazioni pericolose” di comuni cittadini che si rivolgono al boss di zona per ottenere favori, ma sono molti quelli che provano disagio di fronte a queste situazioni. Libera li sostiene e gli dà un riferimento sicuro cui rivolgersi”.

(Foto: Senza titolo – Emanuele Modica)

 

 

 

 

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Giornalista

Giulia Guidi ha collaborato con numerose testate sia venete che nazionali in diversi settori, ma soprattutto in cronaca. Dopo l'inizio con Canale 68, ha scritto per L'Espresso, L'Unità, Il Manifesto con corrispondenze sul caso della base usa Dal Molin, Altraeconomia (Mose, Autostrade), Il VIcenza, Il Giornale di Vicenza e Vicenzatoday con cronache locali, CNR Media sul nazionale. Attualmente lavora a Vvox.

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