Eliminiamo subito un equivoco: il titolo recita Italiani ma, attenzione, per Italiani intendo tutti gli esseri umani, non importa di quale cittadinanza siano, che vivono, lavorano e pagano le imposte in Italia. Quindi anche tutti i cittadini Ecuadoriani che hanno un lavoro, una casa, una famiglia e il centro dei loro interessi in Italia. Centro dei loro interessi che tanto interessa anche al fisco italiano. Ma solo quando lo Stato deve prendere a quanto pare. Il giorno 6 maggio 2020 il nostro ineffabile ministro degli esteri Luigi Di Maio dice a Bruno Vespa che aspettava la fase 2 per accedere al ECPM (meccanismo Europeo di Protezione Civile) così, dice lui, sarà possibile agire in modo più tranquillo.
Peccato che, nel frattempo, molti italiani ed Ecuadoriani residenti nel nostro paese, siano rimasti bloccati in Ecuador e, ormai, sono rimasti senza risorse economiche.
Ma analizziamo gli accadimenti con calma: come ha agito l’ambasciata d’Italia a Quito?
Semplice. Nel più puro spirito burocratico italico, condito da un pizzico di incapacità di empaticamente capire i problemi altrui e da molto più di un pizzico di razzismo burocratico, l’Ambasciata d’Italia non ha fatto assolutamente nulla.
Scusate, non è vero, una cosa l’ha fatta. Ha chiuso completamente le sue attività! Perfino il numero del centralino è sospeso, come risulta anche dal sito della medesima Ambasciata.

Anche il volo straordinario Neos Air del 28 aprile, così recita un avviso pubblicato sul sito della nostra attivissima Ambasciata, è stato “organizzato dalle Ambasciate d’intesa con Unità di Crisi della Farnesina”, sembrerebbe, se l’italiano non è una opinione, senza nessun intervento diretto della nostra Ambasciata. Beninteso, l’annuncio è stato pubblicato il 27 aprile e la partenza era prevista per il 28. Naturalmente nessuna indicazione utile a capire come accedere all’ volo è presente nell’annuncio, come volevasi dimostrare.

In compenso sul profilo Facebook della Ambasciata d’italia a Quito compare il 12 maggio un post che comunica che “Le autorità ecuadoriane ci hanno 

informato che è in corso la preparazione di un volo commerciale speciale con partenza il 19 maggio da Quito e Guayaquil per Milano. Per maggiori informazioni si prega di contattare l’Agenzia organizzatrice del volo”. Seguono nome della agenzia, mail e numero di telefono. Nessuna indicazione del prezzo, naturalmente a carico del viaggiatore.

Questo invece è un post pubblicato il 10 maggio alle 16.14, sempre sul profilo Facebook della nostra attivissima ambasciata “15 posti riservati in via prioritaria per italiani e residenti sul volo speciale Quito Frankurt del 16 maggio . Costo 1.190 dollari. Se interessati date con urgenza i vostri dati, nome e passaporto con data scadenza , con messaggio inbox per trasmetterli all’ambasciata tedesca”.

Bene, ora è chiaro. La nostra Ambasciata fa servizio di segreteria per le Ambasciate dei paesi che si muovono davvero per rimpatriare i propri cittadini. Ricordiamo che il meccanismo Europeo di Protezione Civile finanzia i costi di questi voli definiti umanitari se, e solo se, organizzati da uno qualunque degli stati membri, sono aperti a qualunque cittadino europeo ? Ecco spiegato perché l’ambasciata Tedesca contatta le altre Ambasciate Europee.
Gruppi Facebook di Italiani ed Ecuadoriani che vorrebbero rientrare sollecitano una risposta e questa è una di quelle che la nostra Ambasciata pubblica “forse non ci siamo capiti: l’Italia non ha una compagnia area che fa la rotta Roma Quito come hanno la Francia e la Spagna…se vengono e’ perché riescono a coprire a coprire, altrimenti no”.

Mi permetta esimia Ambasciatrice Caterina Bertolini: Sarebbe suo compito attivarsi perché vengano organizzati voli di rientro, sarebbe suo compito sollecitare un volo Alitalia oppure Neos Air (glielo ricordo, sono compagnie Italiane entrambe ed almeno una ha ricevuto centinaia di milioni di soldi pubblici, è cronaca) da Roma o Milano per Quito e Guayaquil, sarebbe suo compito spingere il Ministro degli Esteri perché si attivi nell’utilizzare il ECPM, sarebbe suo compito contattare almeno i cittadini Italiani presenti in Ecuador anche solo per sapere se hanno bisogno di aiuto, sarebbe suo compito PRETENDERE che l’Esercito Italiano usi uno dei suoi aerei, pagati da tutti coloro che lavorano in Italia, Ecuadoriani compresi, per rimpatriare tutti, anche se ci volessero cento voli!

Cara Ambasciatrice Caterina Bertolini non mi dica che l’ambasciata non è in grado di contattare gli italiani residenti in Ecuador, se non di fanno vivi loro ! Lo sa che esistono le mail, che avete il numero di telefono di quasi tutti, che avete il loro indirizzo di casa ?
Ma già, chiedo scusa, sono i sudditi italiani a doversi fare parte attiva nel chiedere, non è lo stato che provvede.
Qui lo Stato si vede solo quando prende, molto poco quando deve dare. Infatti il nostro ineffabile Ministro degli esteri Luigi di Maio si permette di dire che, nella fase due, quindi dal 4 di maggio, sarà più comodo nel pianificare l’accesso al meccanismo europeo che (ma davvero ?) permetterà anche di calmierare i prezzi !

Sono troppo malizioso se penso che qualche centinaio di migliaia di cittadini e lavoratori abbandonati all’estero NON potranno accedere agli aiuti del decreto Cura Italia e a quelli che saranno dati con i prossimi decreti se e quando saranno appunto decretati (doveva essere Decreto aprile, poi maggio e infine, oggi è il 13 di maggio, Decreto Rilancio) perché non potranno produrre i “necessari” documenti o, più banalmente, ricevere il pin dell’INPS ? O è davvero solo un problema di “comodità” degli Uffici del Ministero degli Esteri ?

Nel frattempo sapete chi sta agendo in tutti i modi che gli sono consentiti per facilitare il rientro dei cittadini Italiani ed Ecuadoriani ?
La deputata Esther Cuesta, già nota come Console Generale dell’Ecuador a Genova, deputata al Parlamento Ecuadoriano per la circoscrizione estera che include l’Europa. Il 6 di maggio ha partecipato ad una trasmissione live su Facebook, organizzata dalla rivista Vision Latina che aveva come filo conduttore proprio la situazione di coloro, Italiani e non, bloccati lontano dalla propria vita.
Ebbene, è l’unica autorità che ha pubblicamente espresso la sua opinione, il suo pensiero e dato conto di quanto sta facendo, di come sta agendo.
E, da persona trasparente quale si è sempre dimostrata, chiarisce che lei, forte del suo buon rapporto con la nostra Ambasciatrice, la sta sollecitando a cercare una soluzione. Senza grande successo aggiungo io.

Cari Italiani e lavoratori stranieri bloccati all’estero, contate solo sulle vostre forze, sulle forze del vostro welfare familiare che resta l’unica certezza non solo in tempi di Covid-19, questo è il messaggio delle autorità Italiane ! E non ringraziate lo Stato Italiano se, occasionalmente, riesce a fare qualche cosa per voi. E’ il suo dovere, lo paghiamo per farlo sempre, non solo occasionalmente.

 

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Giovanni Valentino Barnini, toscano nato a Milano, da quasi 7 anni cittadino Ecuadoriano. Da più lustri di quanti mi piaccia ricordare sono Consulente di Direzione d'azienda e Lead Auditor per sistemi di gestione della qualità, ambientali e etici. Ho avuto la fortuna di poter insegnare in Italia e in Ecuador realizzando cosi un grande sogno, cioè trasmettere un punto di vista sulla realtà. Ho anche un grande difetto. Non riesco a stare fermo, considero il pianeta come la mia casa.

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