Se fino a poco tempo fa il sentimento dominante in Ecuador era di paura e di sconcerto ora si trasforma in rabbia. Paura per la salute dei connazionali che il governo di Moreno ha esposto a rischi inutili, sconcerto per la incapacità di agire della squadra di governo Ecuadoriana. Rabbia, adesso, per le ultime azioni legislative proposte dal governo di Lenin Moreno e, purtroppo approvate dal parlamento con la sola opposizione del gruppo dei parlamentari “correisti” che, ne sono certo, soffriranno le conseguenze della loro opposizione.

Il presidente dell’Ecuador Lenin Moreno

Non c’è pace per i miei connazionali. Lo ho già raccontato, come meglio ho saputo fare, con tutto l’amore che provo per la Patria Grande, per “el Pais Verde”. Come se non fosse bastato il Sars-Cov-2, Come se non fosse bastato lo scempio di vite umane provocato in tutto l’Ecuador dalla mancanza di azioni efficaci di contenimento della pandemia da parte delle Autorità. Come se non  fosse bastato il confronto di ottobre 2019 fra il popolo e un governo oggi completamente privo di appoggio popolare, che ha visto l’esercito e la polizia uccidere cittadini inermi che manifestavano il loro dissenso pacificamente. Adesso arriva la Legge economica definita “umanitaria”, proposta (o imposta ? Non mi è chiaro) da Lenin Moreno.

Il parlamento la ha approvata il 15 maggio con la sola opposizione dei “correisti”e, ora è nel suo pieno effetto.Ma cosa riguarda la neonata e già odiata Ley de apoyo humanitario ? Semplice. Trovare risorse finaziarie per mantenere le casse dell’erario il più piene possibile a disposizione della oligarchia.

Vediamo però cosa recita l’articolo 13, che è illuminante sugli scopi reali di questa legge. Tutto il denaro verrà depositato su un conto speciale che sarà amministrato da cinque persone “della società civile” scelte dal governo. Il quadro comincia ad essere chiaro? Da quando il denaro dello stato può essere amministrato da alcuni cittadini nominati dal governo senza un concorso pubblico e che dovranno riferirsi solo alle istruzioni del Presidente della Repubblica ?

Fra l’altro l’articolo 14 dice che saranno depositi in quel conto anche i denari “derivanti da crediti, donazioni o contribuzioni realizzate da organismi multilaterali di credito per affrontare la crisi del covid-19”. Ci ricordiamo che nel 2019 Moreno ha chiesto l’intervento del Fondo monetario internazionale? Da quando i fondi pubblici, oltretutto presi a prestito dal fondo monetario internazionale, possono essere gestiti da cinque cittadini qualunque? Ma il peggio deve ancora venire.

L’articolo 16 recita: “Le risorse raccolte potranno essere usate anche per dare aiuti alle imprese statali e dei settori che hanno maggiormente sofferto la crisi da covid1-9 a patto che non licenzino nessuno nel frattempo”. Un raggio di luce in questo buio terribile?

No, per niente perché le imprese che soffrono le conseguenze della crisi possono rinegoziare le condizioni contrattuali di lavoro dei loro dipendenti liberamente. Ai lavoratori resta la scelta se accettare o dare le dimissioni, null’altro. Questi “accordi” NON potranno essere impugnati se non per l’esistenza di frode nella loro formulazione.

Avranno validità per due anni e saranno rinnovabili per altri due, prevedono fino a 40 ore di lavoro settimanali, permettono la riduzione della giornata lavorativa secondo decisioni del datore di lavoro, impongono al lavoratore di godere delle sue vacanze come e quando lo decide il datore di lavoro , anche in anticipo di due anni. Per me tutto questo si chiama riduzione in schiavitù!

Beninteso, lo stipendio dei lavoratori pubblici viene, per effetto della legge di aiuto umanitario (che ironia in questo nome!!) diminuito del 10% escluse naturalmente le forze armate, la polizia e i settori della salute e della scuola. Per questi ultimi non serve diminuire gli stipendi, Moreno ha appena licenziato migliaia di professori, di medici, di infermieri e di impiegati del settore salute. Ecco servito il risparmio per le casse dello Stato.

Non manca certo  – forse per paura delle prossime elezioni Lenin Moreno? – un trafiletto che elimina i contributi alla campagna elettorale per le elezioni del 2021. Non è finita qui naturalmente.  Il 16 aprile è stata approvata la nuova legge organica per il riordino delle finanze pubbliche.Cosa dice, in sostanza, questa corposa (133 pagine) legge? Facciamola breve! Come Maria Paula Romo, ministra degli Interni del governo Moreno, ha dichiarato a Pichincha Comunicaciones, il 21 di maggio,  la privatizzazione delle imprese pubbliche sarebbe lo “scenario ideale”.

Il 21 di maggio è stata CHIUSA la Segreteria Anticorruzione, dopo che articoli di stampa hanno sollevato il dubbio che dietro il crimine organizzato che controlla gli ospedali pubblici ci sia l’ex Predidente Abdalà Bucaram e, guarda caso, Jorge Wated, il nuovo direttore dell’IESS (istituto Ecuadoriano di Sicurezza Sociale, l’equivalente dell’INPS Italiano che paga le prestazioni del Servizio sanitario pubblico) “concordava” con Bucaram fin dall’ottobre scorso.

Sempre il 21 di maggio Maria Paula Romo dichiara pubblicamente che non si è mai potuto provare nulla a carico di Abdalà Bucaram. Perchè lo fa? Bucaram è ora un privato cittadino, o no? Intanto il ministro dell’Energia Renè Ortiz conferma che la Raffineria di Esmeraldas sarà “consegnata” ad una impresa privata (dice proprio “entregada”, non “vendida” ! Sarà un lapsus ?) mentre quella di La Libertad sarà totalmente chiusa.

Intanto TAME Aerolinea dell’Ecuador è entrata in liquidazione, Correos de l’Ecuador (l’equivalente delle nostre Poste) e Ferrocarriles de l’Ecuador (le Ferrovie) saranno semplicemente eliminate. Traggo delle conclusioni amarissime da tutto questo.

Dieci anni di ‘Revolucion Ciudadana’, dieci anni di progresso, dieci anni di ricostruzione del paese, dieci anni di crescita, dieci anni di opere pubbliche degne dei paesi più ricchi del mondo industrializzato, dieci anni di dignità riconquistata per i lavoratori, dieci anni di crescita della sicurezza sociale, tutto questo sta sparendo.  Il governo di Lenin Moreno sta regalando il Paese, vendendo le sue risorse più preziose a prezzo di realizzo. Attento Lenin Moreno, la storia ti giudicherà. Noi Ecuadoriani non dimentichiamo!

(Foto L’Argent, caricatura di Franz Kupka per la storica rivista satirica ‘L’Asiette au Buerre’) 

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Giovanni Valentino Barnini, toscano nato a Milano, da quasi 7 anni cittadino Ecuadoriano. Da più lustri di quanti mi piaccia ricordare sono Consulente di Direzione d'azienda e Lead Auditor per sistemi di gestione della qualità, ambientali e etici. Ho avuto la fortuna di poter insegnare in Italia e in Ecuador realizzando cosi un grande sogno, cioè trasmettere un punto di vista sulla realtà. Ho anche un grande difetto. Non riesco a stare fermo, considero il pianeta come la mia casa.

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