Da inizio giugno in sei regioni in via sperimentale, per poi sbarcare sui tablet e gli smartphone di tutta Italia: arriva la app Immuni che dovrebbe tracciarci e salvarci dal contagio. Fra mille dubbi e perplessità, anche di possibili “influenze” autoritarie. Ne abbiamo parlato con Priscilla Robledo e Federico Anghelé di The Good Lobby. (The Good Lobby è un’organizzazione non profit, nata nel 2015. Ha uffici a Bruxelles e a Milano. Il loro obiettivo: “Siamo un movimento di persone convinte che ogni cittadino può mobilitarsi per difendere gli interessi della collettività. Vogliamo influenzare le decisioni pubbliche, fare pressione sui politici, funzionari e chiunque abbia incarichi di potere per proteggere il bene comune e i diritti di tutti, specialmente dei più deboli ed emarginati”).

Innanzitutto: quando arriverà concretamente Immuni sui nostri telefonini

Settimana prossima dovrebbero iniziare le sperimentazioni in sei regioni (al momento in cui andiamo online, 29 maggio, non si sa ancora con certezza quali saranno, ndr.) e da metà giugno Immuni dovrebbe essere disponibile su tutto il territorio nazionale. Lunedì (25 maggio, ndr.) gli sviluppatori hanno pubblicato tutti i file di codice sorgente e per fortuna la licenza di rilascio è stata modificata in senso più aperto, come richiesto da The Good Lobby e altre organizzazioni della società civile.

Sarà solo su smartphone e tablet o rischieremo di averla anche su pc e mac?

Credo che rimarrà su smartphone e tablet, essendo questi i dispositivi che stanno sempre con noi.

E’ uno strumento utile per uscire davvero dall’emergenza covid19 oppure il cavallo di Troia del “Grande Fratello” che tutti ci spia e profila?

In quanto strumento, è utile nella misura in cui se ne fa un uso efficiente e sensato. Nel 2020, non si sarebbe potuto pensare di non ricorrere alla tecnologia digitale, alla telemedicina e ai big data per gestire questa pandemia. Non crediamo in un Grande Fratello che ci spia e ci profila, i nostri timori riguardano la scarsa dimestichezza della Pubblica amministrazione italiana con la tecnologia e la bassa consapevolezza dei rischi di sicurezza informatica. L’app sarà uno strumento utile se funzionerà bene e in tal modo guadagnerà la fiducia dei cittadini.

Come possiamo “difenderci”? Concretamente e politicamente, intendo… Soprattutto: il fatto che non sarà obbligatorio scaricarla basta a tranquillizzarci?

Ci difendiamo informandoci, esercitando spirito critico e responsabilità individuale, non sottraendoci alle novità. Ciascuno di noi potrà decidere se scaricarla o meno e ci auguriamo non si additi al pubblico ludibrio chi non la scarica, come si è fatto con la caccia al jogger a marzo e aprile.

A proposito: avete in cantiere una delle vostre campagne di warning e mobilitazione? Se sì, solo italiana o in tutta l’Unione europea?

Certamente chi fa il nostro lavoro in questo periodo non ha troppo tempo libero. Oltre alla campagna per rafforzare un’azione sanitaria europea congiunta, stiamo mettendo a punto un progetto dedicato all’Italia. Prestissimo avremo delle novità!

Infine, una riflessione che a partire da Immuni arriva a un tema che a noi di EstremeConseguenze interessa molto: dal suo osservatorio di Bruxelles, The Good Lobby vede concreto un rischio di derive autoritarie che approfittano dell’emergenza coronavirus per torcere definitivamente le democrazie liberali europee (e non solo)? Penso al “ducetto” Orban a Budapest e a tutti i suoi epigoni…

Per questa risposta Priscilla Robledo lascia la palla al presidente di The Good Lobby Federico Anghelé. The Good Lobby è molto preoccupata per le derive autoritarie già in atto in alcuni Stati membri. Il presidente Orban ha approfittato gravemente dell’emergenza per varare provvedimenti emergenziali che poco hanno a che vedere con la risposta al Covid e molto, invece, con la sua consolidata strategia di zittire i poteri concorrenti e il dissenso, e di asservire i corpi intermedi. La nostra organizzazione in più occasioni ha chiesto passi concreti all’Europa per smarcarsi dall’autoritarismo di Orban, tra cui quello di segnalare l’incompatibilità di Fidesz con i valori e i principi sostenuti dal Partito popolare europeo, il gruppo di cui ancora fa parte nel Parlamento europeo. Ma anche nel corso della crisi, abbiamo sottoscritto un appello rivolto alle istituzioni europee per chiedere che la Commissione non conceda più fondi al governo ungherese visto l’uso distorto che il presidente Orban ha fatto di quelle risorse.

 

Sul tema app Immuni leggi anche:

Immuni spiegata facile facile

Il Grande Fratello ci sta guardando?

Su Europa, covid e derive autoritarie leggi invece:

Quella voglia di (neo)fascismo che s’aggira per l’Europa

Per saperne di più su The Good Lobby, questo è il loro sito web 

 

(Immagine: poster di Orwell 1984)

 

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giornalista

Maurizio Pluda è un cronista di lunghissima data, professionista dal 1986. Ha lavorato per millanta testate, passando dalla macchina per scrivere ai mass media in versione social. Ha fatto anche tanta ma tanta politica, sempre e orgogliosamente a sinistra. Gioca a bridge assai bene. Ma soprattutto è interista, da sempre.

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