Con la fine della quarantena, si può anche tornare a manifestare. Nelle ultime 24 ore Piazza Duomo a Milano è stata teatro di due proteste molto diverse. Da una parte il ‘popolo dei gilet arancioni’ del generale Antonio Pappalardo si è riversato in strada senza guanti, mascherine e senza rispettare le distanze di sicurezza. Dall’altra parte, i lavoratori dello spettacolo che hanno deciso di protestare, mai uniti come ora, in un momento che Marco Cacciola, tra i fondatori del movimento “Attrici e Attori Uniti” ha definito “storico” per la grandezza e la partecipazione all’evento.

I lavoratori dello spettacolo rivendicano un reddito di continuità che li traghetti verso una ripresa che non potrà avvenire già il 25 giugno, data ipotizzata per la riapertura anche di cinema e teatri. Molti di loro sono rimasti senza reddito perché i loro contratti sono stati “stracciati”, le regole nel loro mondo sono sempre molto vaghe e arbitrarie. Nell’intervista di Marco Cacciola, le loro proposte e richieste.

In una Piazza Duomo più che gremita, hanno partecipato, arrivati in bici da tutta la Lombardia esponenti di diversi movimenti e organizzazioni come  Lavoratrici e Lavoratori dello Spettacolo Lombardia

Attrici e Attori Uniti, Sarte di Scena

Saltimbanchi Senza Frontiere

Attrezzismo Violento

Lavorator* della danza

Professionisti dello Spettacolo Emergenza Continua

Teatro Fornace

LUME

Brigata Franca Rame

Camera del non lavoro

Banda degli Ottoni a Scoppio

Coordinamento Mimi per la Lirica

Maschere di Sala, Si Cobas.

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Nato a Sora, studente di Filosofia all’Università Statale di Milano, strapiantato e ormai a tutti gli effetti cittadino lombardo. Videomaker per passione, racconto cosa succede per le strade e nelle piazze, cerco di avere empatia sviluppando una relazione con chi incontro, evitando di cadere in una gestione alla “Nightcrawler” delle notizie. Unico difetto: ho 22 anni, potresti non prendermi sul serio.

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