Tutto è pronto. Le pecore sono sulla linea di partenza. La festa della Repubblica e poi, dall’indomani, dal 3 giugno 2020, la transumanza. Andremo in vacanza. Andremo al lavoro. Salveremo il PIL. Bravi, bravi, bravi italiani.

E noi lombardi, noi, come sempre, i più fighi di tutti, 25 mila morti alle spalle, metà delle vittime nazionali sono tutte targate lumbard. Questo record non ce lo tocca nessuno.

Preparatevi voi altri, dilettanti con le vostre poche salme sotterrate dal coronavirus. Vi umilieremo sotto l’ombrellone. Ascolteremo i vostri racconti. E poi, taac!, tireremo fuori i camion militari che da Bergamo portavano feretri in giro per forni crematori fuori regione, che ai nostri c’era più fila che ai supermercati.

RSA? I vecchietti e le vecchiette? Dai, davvero volete competere? Noi abbiamo il Trivulzio di Milano: 400 morti in un posto solo.

Economia? Ne vogliamo parlare? Abbiamo fatto finta di spegnere tutto nelle nostre valli e giù il prodotto interno lordo nazionale. L’Italia dipende dalla Lombardia è un fatto certificato ormai. E siete fortunati che veniamo in vacanza da voi. Che anche avessimo la peste, sareste lì a baciarci, non dico cosa. Che senza i nostri dané… non andate da nessuna parte.

Ah, a proposito. La peste, che così in questi mesi è stato chiamato il covid, ve la portiamo per davvero. Mica crederete ai numeri? Sono falsi e lo sono da sempre. Quelli lombardi e non solo. Vi siete già scordati che quando eravamo a trenta mila morti, a metà maggio, è arrivata l’INPS (https://www.inps.it/docallegatiNP/Mig/Dati_analisi_bilanci/Nota_CGSA_mortal_Covid19_def.pdf) e ha detto, “pardon, sono cinquanta mila”? Errorino. E non uno che abbia detto: “scusate”.

“Scusate italiane e italiani” se vi abbiamo preso un po’ per i fondelli, “scusate giornaliste e giornalisti” che vi abbiamo accusato di spacciare fakenews quando dicevate che le vittime erano quasi il doppio di quelle dei bollettini ufficiali della protezione civile, “scusate familiari delle vittime” che abbiamo negato i vostri morti.

E Boris Johnson? Quante gliene sono state dette per l’immunità di gregge? Perché non chiudeva l’Inghilterra quando ancora non c’era vaccino e cura. Quando diceva: “vi ammalerete, tanti moriranno, gli altri sopravviveranno”.

Ah, avviso ai naviganti, non c’è ancora né il vaccino né la cura. C’è però il gregge, le pecore e la transumanza. Buona gita al mare, buon lavoro. Il PIL ringrazia.

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Direttore

William Beccaro, 47 anni, è direttore di Estreme Conseguenze. Nato professionalmente nel 1994 a Radio Popolare di Milano, ha poi lavorato per le principali testate italiane. Tra queste la Rai, la Repubblica, l’Unità, Diario, Avvenimenti, RCS, il gruppo Sole24Ore. Nel 2009 era direttore del circuito radiofonico CNR, dalle cui frequenze ha fatto scoppiare il “Caso Cucchi”.

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