“Il contratto del Secolo” lo hanno definito i quotidiani nei giorni scorsi. 

Si tratta di una mega-commessa che vede protagoniste Leonardo, Fincantieri e il regime di Al Sisi. Il ‘pacchetto’ comprenderebbe non solo le due fregate Fremm attualmente in dotazione alla Marina miliare italiana (la Spartaco Schergat e la Emilio Bianchi) ma anche altre quattro navi e 20 pattugliatori (che potrebbero essere costruiti nei cantieri egiziani), 24 caccia multiruolo Eurofighter e 20 aerei addestratori M346. Ciò farebbe dell’Egitto il principale acquirente di sistemi militari italiani con un contratto per forniture militari del valore complessivo di 9 miliardi di euro, il maggiore mai rilasciato dall’Italia dal dopo-guerra. 

Abbiamo già scritto di quanto l’industria bellica e dell’aereo spazio sarà decisiva per la ripresa economica italiana post-Covid e del ruolo decisivo che giocherà Leonardo i cui vertici sono stati rivoluzionati nelle ultime settimane 

https://estremeconseguenze.it/2020/05/30/il-mestiere-italiano-delle-armi/

Eppure la legge n. 185 del 1990 non solo vieta esplicitamente le esportazioni di armamenti verso i Paesi i cui governi sono responsabili di accertate “violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani”, ma prescrive che l’esportazione di materiale di armamento e la cessione della relative licenze di produzione “devono essere conformi alla politica estera e di difesa dell’Italia”. 

L’Egitto continua a negare ogni collaborazione per la morte di Giulio Regeni, assassinato senza colpevoli. L’Egitto detiene in carcere, e ha recentemente prorogato l’imprigionamento, lo studente bolognese Patrick Zaky. 

Scrive Amnesty International: “in Egitto la Procura suprema per la sicurezza dello stato (Supreme State Security Prosecution – Sssp) ha ordinato l’arresto di migliaia di persone in attesa di un’indagine in relazione ad accuse dalla formulazione vaga in materia di terrorismo. L’uso estensivo dei tribunali straordinari ha portato a processi gravemente iniqui e, in alcuni casi, a condanne a morte. Continuano le esecuzioni.

La tortura è rimasta una pratica diffusa nei luoghi di detenzione sia ufficiali sia informali.

Le condizioni di detenzione sono rimaste spaventose e hanno causato scioperi della fame di massa.

Le persone Lgbti in detenzione sono state sottoposte con la forza a pratiche invasive, come visite anali e test di determinazione del sesso.

Decine di lavoratori e sindacalisti sono stati arrestati arbitrariamente e perseguiti per avere esercitato il loro diritto di sciopero e protesta.

Le autorità hanno limitato il diritto dei cristiani di professare la loro religione, chiudendo almeno 25 chiese e non fornendo l’autorizzazione a migliaia di richieste per la costruzione o la ristrutturazione di altre.

Rifugiati, richiedenti asilo e migranti sono stati arrestati e detenuti arbitrariamente per essere entrati in Egitto o avere abbandonato il paese in maniera irregolare”. 

Questo è il paese con cui vogliamo fare affari. 

Per questo è partito un appello, lanciato da Rete Italiana Disarmo e Rete della Pace,condiviso da tre riviste promotrici della Campagna di pressione alle “banche armate” (Missione Oggi dei missionari Saveriani, Nigrizia dei missionari Comboniani e Mosaico di Pace del movimento Pax ChristI) per chiedere a tutti gli Istituti di credito di manifestare pubblicamente il proprio diniego a concedere prestiti e servizi finanziari per la vendita da parte dell’Italia di sistemi militari all’Egitto. Chiedono, e noi con loro, che il Ministro degli Esteri riferisca in Parlamento sulle trattative in corso e sollecitano tutte le forze politiche a manifestare la propria contrarietà alle nuove forniture militari all’Egitto.

Tutte le comunità, associazioni e i singoli che intendono aderire all’appello sono invitate/i inviando una mail a: campagnabanchearmate@gmail.com 

Qui il sito https://www.banchearmate.org/2020/06/04/no-a-prestiti-e-servizi-per-armi-allegitto/

Si chiede a tutti gli Istituti di credito di manifestare pubblicamente il proprio diniego a concedere prestiti e servizi finanziari alle aziende per la vendita di sistemi militari al regime di Al Sisi. Invita le comunità ecclesiali, le associazioni e i gruppi territoriali a fare pressione sulle banche.

Come per i contratti per sistemi militari già effettuati nel 2019 (del valore di 872 milioni di euro in gran parte per la fornitura di 32 elicotteri prodotti dalla divisione elicotteri della società a controllo statale Leonardo s.p.a.) in questi casi si rendono necessari prestiti, anticipi e garanzie finanziare da parte degli Istituti di credito. Secondo i dati ufficiali della Relazione del Ministero delle Finanze riportati nella Relazione sulle esportazioni di armamenti recentemente inviata alle Camere, nel 2019 all’azienda Leonardo sono stati concessi, per quanto riguarda operazioni per la produzione e la vendita di sistemi militari all’Egitto, “finanziamenti e garanzie” per un valore complessivo di almeno 86 milioni di euro.

+ altri articoli

Daniele De Luca ha lavorato per 15 anni come redattore a RadioPopolare di Milano, passando dalle notizie locali ai GR nazionali. E’ stato corrispondente dagli Stati Uniti per Radio Popolare. Ha collaborato con Diario e il settimanale L’Espresso. Caporedattore a CNRMedia. E’ direttore di ‘FuoriDiMilano’, il primo magazine free-press composto da una redazione di utenti dei servizi di salute mentale.