A Vicenza, per avere la concessione del suolo pubblico, bisognava firmare la “clausola antifascista”, cioè una dichiarazione di ripudio del fascismo, in nome dei valori della Costituzione italiana. Da oggi non più. L’ha deciso il consiglio comunale di maggioranza di centrodestra, capitanata dal sindaco Francesco Rucco, nella seduta di ieri, 9 giugno, approvando una mozione di Fratelli d’Italia.

“Una vergogna e un brutto segnale, tanto più in un momento storico particolarmente delicato come quello che viviamo” ha commentato in una nota Achille Variati, sottosegretario all’Interno ed ex sindaco di Vicenza, che della calusola fu il promotore durante la sua sindacatura, appena due anni fa.

“Così – commenta Variati – il regime fascista razzista, liberticida e guerrafondaio viene riabilitato dall’amministrazione vicentina e dalla sua maggioranza, in spregio alla storia e ai valori democratici. Per strizzare l’occhio a poche frange di sostenitori estremisti, si getta vergogna sulla storia di Vicenza, città medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza. Ed è ancora più preoccupante e doloroso che questo accada proprio mentre in tutto il mondo centinaia di migliaia di persone protestano pacificamente contro il razzismo e le discriminazioni che ancora permeano la nostra società”

“La cosiddetta ‘clausola antifascista’ – ricorda Variati – era un modo simbolico e assieme concreto di contrastare l’onda crescente di manifestazioni e di altre forme di presenza pubblica, spesso provocatoria, da parte di soggetti e movimenti che rifiutano di condannare o rigettare il fascismo. Quei movimenti prosperano nella tolleranza che la società democratica ha anche verso gli intolleranti, e rigettano valori fondativi della nostra Costituzione e del vivere civile. Togliere ora quella clausura significa fare un passo indietro quando invece bisogna mantenere ancora più alta la guardia”.

Secondo quanto riportato da Il Giornale di Vicenza, il nuovo regolamento prevede la concessione a chi “dichiara di riconoscersi nei principi e valori fondamentali della Costituzione Italiana e dello Statuto Comunale, e di ripudiare ogni forma di totalitarismo e di condannare l’uso della violenza a fini politici”.

L’amministrazione vicentina non è nuova ad iniaziative di questo tipo: ad inizio mandato dalla locandina per la cenebrazione dei “10 Martiri” era scomparsa la denominazione “nazifascista” dopo il termine “eccidio”. 

L’esito della votazione era stato annunciato con entusiasmo dall’assessore Silvio Giovine:

Cui era seguita una amara risposta del consigliere comunale Raffaele Colombara, della lista civica di opposizione Quartieri al Centro:

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Giornalista

Giulia Guidi ha collaborato con numerose testate sia venete che nazionali in diversi settori, ma soprattutto in cronaca. Dopo l'inizio con Canale 68, ha scritto per L'Espresso, L'Unità, Il Manifesto con corrispondenze sul caso della base usa Dal Molin, Altraeconomia (Mose, Autostrade), Il VIcenza, Il Giornale di Vicenza e Vicenzatoday con cronache locali, CNR Media sul nazionale. Attualmente lavora a Vvox.

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