Strike Mass – Justice for Emma è in programma oggi, 19 giugno, con ritrovo alle 17.30 e partenza alle 18 da piazza 24 maggio, a Milano. E’ una pedalata di protesta, un tour della città, in bicicletta, per promuovere la mobilità sostenibile e condannare l’episodio di cui è stato vittima un rider, Emma, bloccato con violenza dalla polizia sabato 13 giugno alla stazione milanese di Greco Pirelli. Dove, semplicemente, i rider protestavano dopo essere stati fermati dal personale di Trenord. Perché Trenord dal 3 giugno ha vietato l’accesso delle bici ai suo treni.

Deliverance Milano, un sindacato autonomo e autoconvocato che attraverso pratiche di mutualismo, di cooperazione e sperimentazione sociale si adopera per la tutela e la difesa di tutti i lavoratori sfruttati del capoluogo lombardo, il 14 giugno ha postato sulla sua pagina Facebook un video eloquente. Si vede un ragazzo bloccato su una panchina della stazione da 6 poliziotti. Zaino delle consegne ancora in spalla, mentre altri rider protestano, viene ammanettato e poi portato via.

“Emma è un rider pendolare di 28 anni, nigeriano, con permesso di soggiorno, che paga regolarmente l’abbonamento. Ha partecipato alle proteste perché voleva salire sull’ultimo treno con la bicicletta per tornare a casa invece di essere costretto ad abbandonarla in stazione o a dormire su una panchina. E’stato trattenuto per più di 6 ore in Questura, interrogato, intimidito e picchiato con calci e pugni lungo tutto il corpo. Calci nelle parti intime, botte sulla schiena, sulle gambe (un rider ci lavora con le gambe), sulle braccia. La Polizia ha dichiarato all’Ansa che gli hanno trovato addosso 43 g di hashish, facendolo passare per uno spacciatore, in modo tale che l’equazione fosse perfetta, rider nero, drogato e spacciatore che protesta perché è pericoloso socialmente. Non è così. Emma è un fattorino che lavora da tempo nel delivery e come molti altri di noi ha lavorato non stop durante il lockdown, senza protezioni e senza diritti a causa dell’assenza di un contratto. Aveva con sé (abbiamo il verbale della Questura) 0,43 g di hashish per uso personale, meno di una sigaretta”, si legge nel comunicato diffuso dai rider di Deliverance Milano. La questione, quindi, diventa pesante. “Qualcuno ha pensato che ad un corriere africano si potesse fare questo. Diffamazione, violenze. Gli hanno rotto il telefono, altro strumento di lavoro per un rider. Nel video si vede chiaramente che chiede, prima di essere ammanettato, di poter chiudere la sua bici, ma gli agenti non glielo permettono. “Senza telefono, isolato da tutti, Emma si è dovuto trascinare su una gamba all’ospedale più vicino. Lo hanno dimesso dal Pronto Soccorso, dopo qualche esame, ancora dolorante”, si legge ancora.

I responsabili di Deliverance Milano hanno contattato Emma il giorno successivo, a metà pomeriggio, attraverso altri rider. Gli è stato dato un nuovo telefono, in modo che non perdesse il lavoro. E’ stato fatto ricoverare, perché un ginocchio era molto gonfio. Con la rete delle ciclofficine è già stata recuperata una nuova bici per lui. Perché possa continuare a fare le consegne. Se rimani fuori dal giro, finisci in fondo alla lista e semplicemente non guadagni più. “Questo clima di tensione è inaccettabile”, aggiungono i responsabili di Deliverance Milano.“Una tensione creata da Trenord che ha preferito attaccare i rider al posto di riorganizzare le corse, da Regione Lombardia che non ha preso parola sulla vicenda e dalle piattaforme di delivery food che dovrebbero pagare strumenti di lavoro a tutti i rider in quanto siamo lavoratori subordinati e che invece scaricano il rischio d’impresa tutto su di noi, con paghe da fame”.
Si è protestato già ieri, 18 giugno, a Milano, con una strikemass, una pedalata di protesta tra corso Garibaldi e piazza Cadorna, con 150 rider poi riuniti in piazza Mercanti che hanno chiesto a gran voce “Giustizia per Emma” e “Bici sui treni”.

Rider X i diritti e Deliverance Milano hanno presentato al Consiglio regionale della Lombardia una mozione che richiede carrozze ferroviarie solo per le bici negli orari indicati dai rider. Trenord è già stata informata: sono stati comunicati gli orari di entrata e uscita da Milano e le principali stazioni su cui intervenire. Una mozione per riportare le bici sui vagoni di Trenord è stata presentata anche al Consiglio comunale di Varese, da Progetto Concittadino. Si sono mossi anche i comitati dei pendolari, ha chiesto la revoca del provvedimento anche Legambiente, ricordando anche quanti appassionati di turismo in bicicletta viaggino sui treni.