Ultimo appuntamento del ciclo Working Womeng Winning. Protagonista la professoressa Valeria Filì, Ordinaria di Diritto del lavoro presso l’Università di Udine, Delegata del Rettore dell’Università di Udine per le Pari opportunità, Presidentessa del Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità di Ateneo (CUG). A intervistarla, l’avvocato Susanna Carinci dello studio Carinci di Bologna, in rete con lo studio LabLaw Failla, Rotondi & Partners. Al centro del dibattito, che si terrà dalle 17 alle 18 su YouTube, la didattica a distanza e le sue conseguenze dirette e non. Da fine marzo tutti i docenti e gli studenti si sono dovuti confrontare per forza con l’e-learning. Quali sono i pro e i contro? A settembre, con la ripresa delle scuole, che cosa succederà? E cosa resterà di questo metodo?

Di certo, in questi mesi la didattica a distanza ha messo a dura prova le famiglie, soprattutto quelle con figli piccoli. Le risposte studiate dal governo sono diverse: si va dal congedo parentale straordinario, alla possibilità di chiedere lo smart working, ai bonus baby-sitter e per i centri estivi. Il timore, però, è che per le donne la situazione possa trasformarsi in un boomerang.

Nel suo intervento ‘Il Tempo delle donne’, la professoressa Filì ha ricordato come “la presenza femminile sia stata fondamentale durante la fase acuta della pandemia, ma nessuno si sia ‘fermato’ a ringraziarle”. Senza contare che l’invito #iorestoacasa non ha tenuto conto del fatto che l’isolamento abbia “spianato la strada” a mariti e compagni violenti, che per oltre tre mesi hanno avuto le loro vittime sempre a disposizione.

Anche la percezione del ruolo delle donne nella società sta cambiando. E non in positivo. Le studentesse italiane spesso vengono escluse dai corsi scientifici e di programmazione STEM, limitandone così le possibilità rispetto ai coetanei maschi. Anche il GREVIO, il Gruppo di esperte sulla violenza contro le donne del Consiglio d’Europa, nel suo Rapporto sull’applicazione della Convenzione di Istanbul, ha segnalato esplicitamente come in Italia si stia riaffermando prepotentemente una visione iper-tradizionale delle donne come mogli e madri. In pratica, alle donne italiane al massimo verrebbero proposte misure per conciliare lavoro di cura e occupazione fuori casa. Un contesto che non incoraggia di certo la natalità.

Davanti a questa deriva, la politica cosa sta facendo? Le iniziative del governo paiono risposte fin troppo timide.  O addirittura controproducenti. Sono controversi anche i risultati raggiunti dal gruppo di lavoro ‘Donne per un nuovo Rinascimento’ voluto dal ministro della Pari Opportunità Elena Bonetti,

Questi alcuni dei temi che verranno toccati nel dibattito tra la professoressa Filì e l’avvocato Carinci, dalle 17 alle 18 in diretta su YouTube:

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Giornalista

Paolo Verri bolognese di nascita e da quasi 20 anni milanese di adozione. Si è trasferito in Lombardia con la scusa dell'università e lavora come giornalista per un'agenzia di stampa da una quindicina d'anni. Ha collaborato anche con agenzie internazionali e con diverse radio, tv e quotidiani come Il Giorno e le testate del gruppo QN e quelle del gruppo Messaggero. Si occupa soprattutto di cronaca giudiziaria e nera, ma da sempre ha la testa e il cuore in giro per il mondo.

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