La democrazia è questa cosa qui. Il sì ha vinto. Punto. I parlamentari verranno tagliati per volere popolare. Ero contrario prima e sono contrario adesso. Ho votato no con altri 7 milioni e mezzo di elettori. Il 30% dei votanti, professano siti e giornali che hanno spinto, come me, a che la Costituzione non venisse cambiata. Circa il 15% degli aventi diritto, mi permetto di correggere. Così come, annoto che i 17 milioni di sì valgono più o meno il 35% di quanti erano chiamati a esprimere la loro preferenza.

Il sì è meno legittimo? Assolutamente no, ma questo numero fa riflettere. Così come credo che dovrebbe indurre a riflessione il dato che lo “strabordante” Luca Zaia, che si è portato a casa il 76%, in numeri assoluti è stato votato da 1.807.514 elettrici ed elettori, cioè un po’ meno del 44% di chi aveva diritto a esprimere il proprio voto. E il 70% di Vincenzo De Luca? I suoi 1.400.513 elettori valgono il 28% dei cinque milioni di aventi diritto in Campania. E facendo lo stesso calcolo per gli altri vincitori troviamo Giovanni Toti al 30% di quanti sono stati chiamati alle urne in Liguria, Emiliano poco più del 20% delle pugliesi e dei pugliesi maggiorenni, Eugenio Giani con il 27% delle e degli aventi diritto ‘tiene’ la Toscana.

C’è qualcosa che non va. Certo il covid non ha aiutato, ma la tendenza è segnata da un po’. Il voto e il votare sta diventando sempre più un esercizio per appassionati, come se nulla pesasse l’esito delle urne. 

Tornando al referendum e leggendo i numeri assoluti, il sì al taglio delle e dei parlamentari è molto più deciso di quel 70%, perché ai 17 milioni di elettrici e elettori che hanno dato la preferenza alla modifica costituzionale, nei fatti si aggiungono i 22 milioni di italiane e italiani che la scheda elettorale neppure sono andata a ritirarla, per i quali la rappresentanza in parlamento di fatto non ha peso.

Nel 1948, il primo voto politico dell’Italia Repubblicana dopo la cacciata di Mussolini fu esercitato da 26.855.741 italiane e italiani, su 29.117.554 aventi diritto. In percentuale: oltre il 92%.

Ammetto che mi sarebbe piaciuto perdere o vincere referendum o elezioni con quasi tutti gli aventi diritto al voto andati alle urne, un po’ come nel 1948, e invece i numeri di questa affluenza alle urne mi lasciano quella sensazione strana che abbiamo perso tutti, che ha perso l’Italia repubblicana, democratica e, lasciatemelo scrivere, antifascista.