Il tempo dei negazionisti è finito, sia di quelli oltranzisti ‘no-mask’, sia di quelli delle priorità alla scuola, al lavoro, alle palestre, al calcetto, alla movida, ai ristoranti. La priorità è alla vita e sono le vite che si stanno di nuovo spegnendo.

Seguendo urgenze personali e, talvolta purtroppo, personali ambizioni di visibilità, in tutti questi mesi, quelli nei quali a troppi sembrava che il covid fosse un trapassato remoto, si sono moltiplicati sedicenti comitati negazionisti.

Il coronavirus era sconfitto e, quindi, prima le fabbriche aperte con le formule in deroga, poi gli ombrelloni e le spiagge assiepate, quindi l’assurdità dei banchi a rotelle e le altre insensate invenzioni per il ritorno nelle aule di milioni di indifesi studenti.

Inascoltata la comunità scientifica, si è colpevolmente dato spazio a qualsiasi opinione non scientifica buona per fare like o click, in una inarrestabile emorragia di senso che ha irrorato copiosamente la negazione delle evidenze dei numeri.

Il danno è fatto. La situazione oggi è nuovamente grave e lo è molto di più di marzo perché questa volta non abbiamo alcun alibi del ‘non lo sapevamo’. Sapevamo e ce ne siamo fregati.

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Ora, siccome le mascherine erano scomode, il Pil doveva rimbalzare, la scuola babysitter necessaria, torniamo a sentire e temere i suoni delle ambulanze, le linee di febbre, la malattia, gli ospedali ingovernabili.

Non si contano ormai gli appelli di chi ci dice: fermiamo tutto, resettiamo i nostri errori, stoppiamo attività non essenziali il tempo necessario per poter ripartire.

Il pallottoliere della morte ha ripreso a correre, ogni giorno alle 17 attendiamo il nuovo bilancio di contagio, i positivi, ma è ad un solo unico numero che dovremmo guardare: i decessi.

Con oggi supereremo quota mille morti in Italia negli ultimi 30 giorni che portano il totale della strage a 36.846. L’8,1% degli infettati accertati, 8 ogni cento, ci ammonisce l’Istituto Superiore di Sanità, sono passati a miglior cura, cioè l’hanno persa (fonte: report Istituto Superiore Sanità).

Il covid nell’ultimo mese se lo sono presi in 150 mila, la stragrande maggioranza di loro, fortunatamente, neppure se ne ricorderà, la stragrande maggioranza, non tutti.