Solo per il tempo necessario a leggere queste ‘quattro righe’, fate uno sforzo di immaginazione: mettetevi nei panni di chi oggi è in ospedale infettato dal covid.

Vi hanno appena detto che vi sederanno per la respirazione forzata e poi chissà o, peggio, lo hanno appena detto al vostro vicino di letto, quello che con voi ha condiviso le ultime ore.

Se lo sforzo di immaginazione è troppo importante, perché siete in ottima salute o ormai, già superata in maniera asintomatica il sars-cov-2, vi siete convinti di essere immuni o che comunque a voi il coronavirus non fa sostanzialmente niente… allora fate una cosa più facile, pensate non a voi in quel letto, ma a qualcuno a voi caro, caro da sacrificare a lei o a lui la vita.

Bene, siete sul letto o in sala d’aspetto, ah no, in sala d’aspetto no, perché all’ospedale, se siete sani, non potete avvicinarvi. Siete allora a casa appesi al telefonino e chi amate vi ha appena scritto, mi devono sedare e intubare.

La televisione è accesa. C’è spesso una televisione accesa. E qualcuno ci passa davanti e alza perché è il 25 ottobre e Giuseppe Conte sta raccontando i nuovi provvedimenti.

Per quel meccanismo curioso della mente, cominciate a cogliere alcune parole. Una tra tutte, economia. Attività produttive. Sfiga vuole che proprio al lavoro vi siate ammalati. O sul mezzo pubblico che vi portava in ufficio. O quando avete abbracciato il figlio che tornava da scuola.

Voi siete in ospedale, il vostro o il destino dei vostri cari è incerto, incertissimo e, il premier sta parlando di economia.

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Se il destino fosse stato un po’ più crudele, il messaggio appena comparso sul telefonino, vi arriverebbe da una ambulanza in fila da ore o da una madre, un padre, una figlia, un figlio, un amore, a dirvi che fa male da morire e che stanno cercando o aspettando un respiratore. E un attimo dopo la televisione vi rimanda il presidente del Consiglio Conte che dice che i soldi del Mes, no, quelli da utilizzare per rendere efficiente il sistema sanitario, no perché poi la troika, l’Europa, la spectre, la banda bassotti, i cattivi prenderebbero il controllo dell’Italia.

So che oggi, su altre testate, leggerete di economia, coprifuoco, di didattica a distanza e di Natale da salvare perché periodo di impennata dei consumi. Qui, oggi no.

Al prossimo giro vi diremo che la didattica a distanza non è stata preparata e quindi sarà un disastro più dei banchi a rotelle, che l’economia non rimbalzerà perché oggi chi ha i soldi, pochi o tanti soldi, non li spende, lo dicono le analisi dei conti correnti, perché non si fida e via così.

Oggi invece speriamo di avervi portati a fianco a chi sta soffrendo e morendo o di chi è terrorizzato dalla morte di un suo amore, familiare, parente.

Oggi ci incarichiamo noi, non facendolo nessun altro, di dire loro che ci dispiace, che sappiamo che tutto questo poteva essere evitato se fossimo stati meno egoisti.

L’espressione “stay human” ha avuto tanta fortuna negli scorsi anni, rispolveriamola pensando a questa pandemia e alle sue troppe vittime. Anche “Je suis” ha avuto un grande successo, noi vi abbiamo detto chi siamo oggi, a voi decidere chi siete.