A Torino due manifestanti cominciano a darsela di santa ragione. È successo solo poche ore fa. Vengono divisi. Il tema della rissa pare sia stato se attaccare o meno la polizia. So che può sembrare un piccolo episodio senza importanza ma, a mio avviso, non è così.

È infatti la cartina di tornasole di come liquidare quel che sta accadendo come “quattro balordi” è, oltre che riduttivo, pericoloso, perché non permette di comprendere cosa stia realmente succedendo in questo nostro Paese.

Torniamo all’episodio per dire che, la rissa tra i manifestanti, non ha fermato la violenza contro le forze dell’ordine o meglio, contro gli agenti in tenuta antisommossa, che cercavano di proteggere i luoghi del lusso di Torino e Milano, quindi i palazzi delle istituzioni. Diciamo le medesime scene che si sono viste a Roma, Napoli e Catania negli scorsi giorni.

Quel che arriva dalle piazze date alle fiamme è che “il covid non esiste” o che, per lo meno, “non è così pericoloso”, o che, quindi, “la stretta anticontagio decisa dal Governo non è necessaria” e che, anzi, è “una condanna alla miseria, al fallimento, per migliaia di persone già piegate dalla crisi economica-pandemica”. Quanti la pensano al medesimo modo?

In questi mesi un’incessante campagna politica e di comunicazione ha detto in tutto o in parte le medesime cose. È stato così per i negazionisti “no-mask”, ma anche per i negazionisti parziali che di volta in volta ci hanno fatto sapere che i luoghi di lavoro sono salubri, le scuole immuni, i ristoranti e i bar meglio delle sale operatorie, così i teatri, i cinema, le palestre e i musei.

Diciamo che, ad ascoltare gli slogan di queste piazze, qualcuno, ahi noi, ci ha creduto con lo stesso spirito con il quale si crede al mago o al cartomante, lo spirito della disperazione che, come spesso accade, fa il paio con una violenta crisi economica generalizzata.

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Le piazze questo stanno urlando, con modi e dinamiche di piazza che molto assomigliano a quelli dei gilet jaunes francesi, un movimento da classe media impoverita.

Chi, come me, è stato nelle manifestazioni d’oltralpe, quelle del sacco vero o presunto a Parigi, sa che di fianco ai lanciatori di fumogeni, di sanpietrini, di molotov, c’erano famiglie, lavoratori, piccoli imprenditori, artigiani, ragazze e ragazzi, che a migliaia chiedevano non aiuti economici, ma la possibilità di riscatto.

Il Governo Conte II ha mancato ogni appuntamento con questo virus e questa pandemia. Non ha chiuso la Val Seriana, facendosi carico di un fardello di migliaia di morti. Ora non ha preparato l’Italia alla seconda ondata e adesso stanno arrivando altre migliaia di morti, il primo migliaio lo abbiamo già avuto negli ultimi 30 giorni, i prossimi 30 giorni non saranno così clementi.

L’Europa ci ha offerto dei soldi, ovviamente non gratis e stiamo tentennando per motivi di opportunità politica. I soldi del Mes sono la sola vera risposta possibile e praticabile a questa piazza, come probabilmente lo è un governo “tecnico” guidato da Mario Draghi, perché questo esecutivo, purtroppo, ha dato ampia prova di incapacità e la sua credibilità è ormai crollata in troppi contesti.

È il momento della solidarietà e della responsabilità che si traduce nel fatto che chi ha, deve dare, e chi non ha, prendere. Viceversa ci riempiremo bocca e giornali di “crisi economica”, “frattura sociale” e “facinorosi in piazza”, dimenticando quella ricetta dal sapore vagamente marxiano, che è la “redistribuzione della ricchezza”.

Non curerà il covid, ma la miseria, cui sono ridotte sempre più persone, un po’ si: ammesso, ovviamente, la si voglia davvero curare.