0 17 minuti
Estreme Conseguenze
Volantino di Terza Posizione, 11 settembre 1980

“Amos Spiazzi con quell’intervista pubblicata pochi giorni dopo la strage di Bologna indicò Francesco Mangiameli come l’anello debole, come quello che aveva parlato. Che aveva dato delle informazioni. Puntò il dito su Mangiameli indicando la necessità di eliminare un personaggio che poteva diventare scomodo”. Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione familiari vittime della strage di Bologna, ricorda l’omicidio di Francesco Mangiameli, dirigente siciliano di Terza Posizione, l’organizzazione di estrema destra che all’epoca faceva capo a Roberto Fiore e Gabriele Adinolfi. “Fu ritrovato nei primi giorni di settembre, nel quartiere romano di Spinaceto ucciso da tre colpi d’arma da fuoco esplosi tra la palpebra e l’orecchio destro”. Non indossava vestiti ma due cinture piombate da circa 15 chili, fissate in vita: il suo corpo non doveva essere ritrovato. Non subito almeno: “Valerio mi disse che prima avremmo dovuto eliminare la moglie e la figlia”, dichiarerà Cristiano Fioravanti. Ma perché uccidere una vedova e una bambina di soli sette anni?  “Evidentemente avevano ascoltato discorsi compromettenti durante il soggiorno dei due Nar in Sicilia”. Negli ultimi giorni di luglio del 1980 Fioravanti e Mambro, entrambi latitanti, soggiornarono nella villa di Francesco Mangiameli a Tre Fontane, nei pressi di Mazara del Vallo, insieme a un altro ospite eccellente, Gaspare Cannizzo, politico siciliano e studioso dello spontaneismo armato dei legionari rumeni di Codreanu, assunto come riferimento dai Nar nelle loro rivendicazioni sin dal 1974. “I Nar non erano spontaneisti, come hanno voluto far credere. È sufficiente leggere gli atti per capirlo”, dice ancora Bolognesi. Non ci interessa, al momento, confermare con verbali e sentenze, che sopra all’apparente e sventolato spontaneismo armato ci fosse invece una strategia politica e un’azione decisa da altri. È importante far notare come quell’incontro in casa Mangiameli non fu occasionale come Fioravanti ha, da sempre, interesse a dichiarare: “rimasi per tre giorni chiuso nella mia stanza per non incontrare il Cannizzo”.

Con due latitanti in casa, Mangiameli avrebbe evitato di ospitare Gaspare Cannizzo se non si fosse trattato di un incontro a tre programmato da tempo. E, considerando le prime dichiarazioni di Cristiano Fioravanti sull’omicidio di Piersanti Mattarella (accusò il fratello Valerio e Gilberto Cavallini dell’omicidio del presidente della Regione Siciliana), è possibile anche ipotizzare i motivi di tale summit nonostante sia doveroso ricordare che il fratello pentito dei Fioravanti non fu creduto  e che, a dispetto del riconoscimento di Irma Chiazzese, vedova di Piersanti Mattarella, in auto col marito durante l’agguato, Valerio fu assolto, così come l’amico Cavallini.

Ma torniamo ai retroscena che costarono la vita a Francesco Mangiameli. Il colonnello Amos Spiazzi (accusato di aver fatto parte dell’associazione Rosa dei Venti, di aver partecipato al Golpe Borghese, di avere voluto ricostituire il Partito nazionale fascista, di avere fatto parte di Gladio, di avere contribuito alla strage della questura di Milano, di avere partecipato alla strage di piazza della Loggia a Brescia, e uscito indenne da tutto) dopo la strage e dopo l’identificazione di Sergio Picciafuoco, l’estremista di destra rimasto ferito alla stazione, proprio durante l’eccidio, rilasciò un’intervista a L’Espresso dove mostrò di…

ALTRE STORIE

INDIZI PER UN PROIETTILE


William Beccaro

Che ci sia arrivata una busta con proiettile è cosa nota. Abbiamo però scoperto che non siamo stati i soli a riceverla. Si chiama avvocato Alessandro Capograssi e ai carabinieri di Roma è andato a denunciare che mentre arrivava a noi, anche a lui è stata consegnata a mano una busta simile a quella recapitata a noi. Cosa c’entra Capograssi con noi? Nulla, se non che il destino lo vuole professionalmente legato al caso Pecorelli. Minacce a lui e minacce a noi. Alessandro Capograssi ha assistito in tribunale Fabiola Moretti, la pentita della Banda della Magliana che, durante il processo per l’omicidio del direttore di Op, accusò tre agenti del Sisde, Mario Fabbri, Giancarlo Paoletti e Vittorio Faranda, di depistaggio sull’omicidio del giornalista. Il destino vuole poi che Alessandro Capograssi sia il legale di Maurizio Abbatino, il boss della Banda della Magliana che accusò Massimo Carminati di aver freddato il 20 marzo del 1979 Mino Pecorelli. E sempre il destino vuole che Estremeconseguenze sia la testata che quel caso ha contribuito a riaprire, chiedendo una perizia su un’arma. Una calibro 7.65 da anni negli archivi degli inquirenti perché sequestrata a Domenico Magnetta, strettissimo amico di Massimo Carminati. Vincenzo Vinciguerra, ex terrorista di Avanguardia Nazionale e di Ordine Nuovo, raccontò agli inquirenti che “Il Tilgher (Adriano Tilgher leader di Avanguardia Nazionale) mi disse che Magnetta si stava comportando male in quanto gli a

Leggi di più

Video


Omicidio Pecorelli: ora si faccia quella perizia
Un verbale perso, una pistola dimenticata e un omicidio irrisolto. Il verbale è del 27 marzo 1992, la pistola è
Leggi di più


LA LISTA
Estreme Conseguenze

36.570 vittime dal 1993. Ovviamente per difetto. È il conteggio, aggiornato all’aprile di quest’anno, delle persone morte nel tentativo di emigrare in Europa sia attraverso il mare sia lungo le frontiere terrestri.

Lo aggiorna quotidianamente…

USURA: GLI STROZZINI STANNO BENISSIMO
Estreme Conseguenze

Sono 7.708 le persone che nel 2018 si sono rivolte alle Fondazioni Antiusura, 849 sono le pratiche finanziate con fondi pubblici per 19.643.417 euro. Le famiglie a rischio usura sono aumentate del 53,5%, passando…

PASSAGGIO A NORD EST
Estreme Conseguenze

Dal confine croato entrano ogni anno migliaia di persone che nei Balcani vengono torturate e derubate, inizia oggi il nostro dossier.

Tre ragazzi che camminano in fila, zainetto in spalla, sembrano appena usciti dalla lavanderia,…

IL SUB, L’ESPLOSIVO E LA STRAGE FASCISTA
Estreme Conseguenze

«Il 2 agosto 1980 ero a Padova con Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, poi mi allontanai per incontrare un mio conoscente, detto “il Sub”, a cui dovevo far filettare delle armi, ma…

0 7 minuti
Estreme Conseguenze

Il fascismo non è un’opinione, è un crimine.
Le rivendicazioni neofasciste non hanno diritto di tribuna, perché sono anticostituzionali. Nel nostro paese aumentano le minacce nei confronti dei giornalisti che raccontano la galassia nera, da Nord a Sud. Noi crediamo nella ‘scorta mediatica’. Quella che i giornalisti forniscono agli altri giornalisti minacciati, come accade per il collega Federico Gervasoni. Come accadrà per Paolo Berizzi. Federico, giovane e coraggioso reporter bresciano, è autore di “Il cuore nero della città: viaggio nel neofascismo bresciano”, edito da LibereEdizioni. Federico ha ricevuto (e riceve) minacce.

Ecco la nostra intervista

“Ho iniziato a frequentare Casapound quando avevo 19 anni. Non perché fossi a favore dei ‘fascisti del terzo millennio’ ma parchè credo che un bravo giornalista per descrivere le situazioni che racconta debba vederle coi propri occhi. Sono sempre stato appassionato di storia contemporanea, fin dal Liceo, e quando ho iniziato a fare il giornalista ho cominciato a occuparmi di movimenti di estrema destra.
Casapound e Forza Nuova sono due formazioni molto diverse tra loro, a volte anche contrapposte, ero cresciuto con una idea contraria e cioè che fossero contigue….

Flash mob in città, presidi simbolici e dimostrazioni pure in spiaggia, striscioni e cartelli, ma anche banchetti per la raccolte di firme e consegna di diffide, coi parlamentari in piazza al fianco dei cittadini, insieme a medici e scienziati. Venerdì 21 giugno seconda giornata di mobilitazione unitaria contro l’elettrosmog e il 5G. Franca Biglio, presidente dell’Associazione Piccoli Comuni “Da anni combatto per dar voce ai Piccoli Comuni, presidi insostituibili a tutela e cura del territorio,
Guantieri / Giu 20
PARTIGIANI INNOCENTI
Estreme Conseguenze
Nessun provvedimento restrittivo della libertà, sorveglianza speciale o ‘confino’ per un altro combattente italiano in Siria: Pierluigi Caria di Nuoro.
Dopo la sentenza a favore di cinque giovani torinesi, anche questa volta i giudici…

SALVATI DAL VENTO
Estreme Conseguenze

Una superperizia per capire che cosa accadde il 22 settembre del 2014, quando quattro dipendenti della Coimpo di Ca’ Emo, in provincia di Adria, morirono letteralmente in pochi istanti avvolti da una nube…

CAMPI AL VELENO
Estreme Conseguenze

Due milioni e mezzo di ingiusto profitto derivato dalla presunta gestione abusiva dei fanghi di depurazione contenenti sostanze pericolose derivanti da cicli industriali incompatibili con il reimpiego in agricoltura. A tanto ammonterebbe il guadagno…

BOLOGNA, IN SCENA IL VIDEO DELLA STRAGE
Estreme Conseguenze

Immagini raccapriccianti quelle passate davanti agli occhi di chi ha assistito all’ultima udienza del processo all’ex Nar Gilberto Cavallini. 50 minuti di un video Vhs girato nei primi drammatici minuti successivi all’esplosione che quel…